Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDINI
anno <1954>   pagina <574>
immagine non disponibile

574
Emilio Re
Mio compito, mio dovere anzi era quello semplicemente di segnalare a questo Congresso perchè non rimanesse ignorata resistenza di un do­cumento, di un insieme di documenti di straordinaria importanza che un'oc­casione altrettanto straordinaria mi aveva messo sotto gli occhi.
Spetterà ad altri ad altri che abbia anche dinanzi a sé uno spazio di vita più lungo ch'io non abbia il compito di riprendere il volume, di inqua­drare i documenti che contiene e di cavarne tutto l'utile ch'essi possono dare per l'illustrazione d'uno dei fatti pia salienti del Risorgimento e di maggiore, di capitale importanza per la formazione dell'unità.
Che cosa è in fondo l'impresa dei Mille ? E una delle tante spedizioni così allora si chiamavano che caratterizzano quell'ultimo ventennio del Risorgimento. C'è prima la spedizione l'affare di Sapri: c'è poi la spedi­zione di Aspromonte e quella di Mentana. In mezzo c'è la spedizione dei Mille che però per le sue conseguenze e per la sua straordinaria fortuna, costituisce veramente un unicum.
E non basta. Quando per il compito che m'è stato assegnato in quest'ul­timo anno e che assolvo del mio meglio a Gorizia, io risalgo da Monfalcone verso Gorizia stessa, verso la stretta dell'Isonzo, la prima stazione che mi viene incontro è Ronchi Ronchi dei Legionari e quel nome non può non ricordarmi ogni volta un'altra spedizione, un'altra impresa, né posso dimen­ticarmi che a guidarla fu un uomo che i nostri amici francesi qui presenti conoscono bene, Gabriele D'Annunzio, l'uomo che giusto cinque anni prima aveva celebrato proprio l'impresa dei Mille col discorso di Quarto.
Come vedete la storia hai suoi ricorsi,né si può dire precisamente quando un ciclo abbia termine.
EMILIO RE