Rassegna storica del Risorgimento
1865-1871 ; LAMBERTI GIUSEPPE
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1954
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Clementina Rotondi
sorella d'adozione . Accanto al rimpianto c'è la gioia per aver potuto rivedere il padre, la sorella e la piccola figlia Sofia, dalla ce fisionomia angelica, dal carattere pieghevole e dalla dolce affabilità. Oltre a questi, sentimenti le lettere esprimono l'entusiasmo provato nelTat traversare terre pavesate dal tricolore e nel vedere la concordia che regnava ovunque. Non ti parlo. Gostanza interessantissima, degli avvenimenti scriveva da Bologna il 17 febbraio 1831 ; ti dirò solo che la cocarda tricolore si è estesa fino a Fio-renzuola, e che regna per tutto armonia, ordine e gioia: se fossi consigliere di qualche principe vorrei che incognito venisse a vedere quanti felici si fanno procurando a se stesso un discarico d'affari, una tranquillità indistruggibile, ed un'affezione sincera dei popoli. Ed ancora, il 22 febbraio 1831 da Reggio: Trova qualche pretesto e vieni a vedere un paese libero, che ha sciolto un giogo che tu conoscevi per fama: ogni descrizione sarebbe al di sotto del vero-Nessuna vendetta, nessun disordine, nessuna cosa dispiacevole è accaduta.
Frattanto il Duca, ottenuto l'aiuto austriaco, era corso ai ripari. Il generale Zucchi, che era arrivato a Reggio il 23 febbraio ed aveva subito iniziato l'ordinamento delle milizie cittadine, si vide costretto ad evacuare Reggio per tentare di organizzare la resistenza in qualche punto strategico. Il Lamberti, il quale faceva parte delle milizie cittadine come ufficiale, seguì lo Zucchi nella marcia verso Ancona, della quale dava notizia, con ampiezza di particolari, a Costanza ed agli amici di Firenze, quando le circostanze o la stanchezza glielo permettevano. Non prima d'ora ho potuto cogliere un momento per scriverti quantunque non passasse un minuto senza che pensassi a te..., leggiamo nella lettera del 17 marzo. In essa, oltre ad alcune parole affettuose ed entusiaste nei riguardi del generale Zucchi l'intrepido generale Zucchi, il bravo generale Zucchi, egli è il nostro Padre ed alla descrizione della marcia da Reggio a Bologna, troviamo alcune espressioni che meritano di essere riportate, perchè ci rivelano i sentimenti che il Lamberti provava in quei giorni, dopo le speranze e gli entusiasmi dei primi momenti. Sono da lungo tempo avvezzo alle contrarietà della fortuna ed ho in questa circostanza trovato un coraggio e delle forze che non potevano suscitarsi che da una causa sì santa... Se la mia patria non si libera questa volta non mi preme più di vivere; io non l'ho mai dissimulato: questo è sempre stato il mio voto, e lo sarà sino all'ultimo respiro; tollerantissimo per l'opinione degli altri, che però siano onesti, io sono e sarò italiano come lo sarà la mia sorella Costanza di cui sono pienamente sicuro....
Nelle lettere seguenti il Lamberti parlava degli spostamenti della sua colonna, del disordine e della confusione prodotti da false voci, forse sparse ad arte dalla maligna segreta intelligenza per toglierci anche le poche risorse che ci rimanevano nell'unione, ') ed infine del suo viaggio per mare, a bordo del San Giorgio, verso la Francia. Il viaggio, del quale abbiamo notizie schematiche anche nel Diario , allontanava sempre più il Lamberti dal proprio paese e dalle persone care: Fra i millioui delle sensazioni che mi hanno assalito confondendosi tra loro egli osservava pieno di mestizia scrivendo da Marsiglia a Costanza il 4 giugno -, una delle più crudeli è stata quella di vedere a poche miglia la Toscana, di sapermi vicino a te, alla tua famiglia ed ai comuni amici senza potervi vedere e tranquillizzare sul mio
*) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Ancona 29 mano 1831.