Rassegna storica del Risorgimento

1865-1871 ; LAMBERTI GIUSEPPE
anno <1954>   pagina <578>
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Clementina Rotondi
Mazzini aveva deplorato questo latto che avrebbe suscitato un senso di avversione e disprezzo per tutti gli Italiani di Francia ed aveva invi­tato i buoni non solo a darc lo spettacolo d'un'aita sciagura sopportata con alta dignità, ma anche a rinnegare i pochi <c perversi e a chiedere contro di loro la severità dei giudici . l)
Per quanto il governo di Luigi Filippo non si mostrasse favorevole agli Italiani sarebbe troppo lungo riportare tutte le opinioni del Lamberti in proposito , tuttavia esso era preferibile ad una eventuale restaurazione cartista. Infatti, dando notizia di un movimento in favore di Carlo X, scop­piato a Lione alla fine dell'aprile 1832, il Lamberti osservava: Se il movi­mento andava bene, eravamo tutti scannati noi poveri Italiani e per primi, concludendo con un giudizio poco benevolo verso Luigi Filippo: il partito della repubblica si fa in Francia ogni giorno più grande e più minaccioso; questo perchè il Re è un porco in tutta l'estensione. 2) Lo stesso Thiers non era veduto con simpatia dal Nostro, che così scriveva di lui: venderebbe per danaro coscienza, giustizia e patria ... Abbiasi anche il disprezzo degli Italiani. 3)
Nel febbraio del 1833 fu intimato al Lamberti, sorvegliato come uno degli amici di Mazzini e compromesso nella pubblicazione della Giovine Italia, di lasciare Marsiglia entro otto giorni e di andare al deposito di Mu-lins: in caso contrario avrebbe dovuto lasciare la Francia. In questa occasione egli si rivolse alla sorella Costanza, pregandola di intervenire in suo favore e di ottenergli il permesso di tornare in Toscana: mi par dimoile assai, ma giova tentarlo. *) Il tentativo, ammesso che fosse stato iniziato, riuscì inutile: il Lamberti abbandonò Marsiglia e raggiunse Giuseppe Mazzini in Svizzera, per partecipare poi al tentativo insurrezionale della Savoia. Nel settembre 1833 era a Ginevra: da questa città scrisse a Costanza, dopo un lungo silenzio, consigliato pur troppo dalle circostanze e crudele al suo cuore, per raccomandarle Giuditta Sidoli, la quale - con il nome di Pauline Gerard Bovis doveva recarsi a Firenze: Mi sarebbe difficile esprimervi quante gentilezze io abbia da lei ricevute e quanto grande sia il mio desiderio ch'Ella trovi nei miei amici quella cordialità e premura ch'io trovai a mio riguardo in tempi per me più felici. 5)
Dopo una interruzione di tre anni dal 1834 al 1836 le lettere del Lamberti a Costanza riprendono nel 1837, ma non sono così numerose e neppure tanto interessanti come le precedenti. Nel 1840 egli faceva qualche confessione sulle condizioni in cui era costretto a vivere e sul suo stato d'ani­mo: Per ciò che mi riguarda non v'è gran cambiamento nella mia situazione: gli affari miei aH'unissono della mia povera salute logora e prostrata sempre alla peggio, inquietudini per la mia dispersa famiglia, per molti amici posti in durissime condizioni, pel mio paese, per tutto insomma mi lacerano l'ani-
W Giuseppe Mazzini a Giuseppe Gigi ioli a Macon, Marsiglia 1 agosto 1831, in MAZZINI G, Scrìtti edili ed intatti, Epistolario, voi. I, Imola, P. Goleati, 1909 p. 38.
*) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Marsiglia 1 maggio 1832.
*/ Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Maniglia 10 maggio 1832.
*) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Marsiglia 26 febbraio 1833.
S) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Ginevra 17 settembre 1833. Giuditta Sidoli, arrivata a Firenze il 10 ottobre 1833, scrisse subito a Costanza Lamberti por chiederle un appuntamento.