Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <250>
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(5f. 0onni
a. Genova il 25 ottobre 1866, asserisce che, quando il comandante Faà di Bruno ordinò alla macchina d'andare avanti, il meccanico rispose che non lo poteva, perchè la macchina era guasta.
Dunque, se l'affondamento dei B d'IlaUa fu dovuto in parte ad un fortuito colpo di eannone, che gli inutilizzò il timone facendogli perdere il proprio governo, lo fu anche, e forse più, ad una malaugu­rata avaria di macchina che lo tenne fermo, esponendolo cosi facS* mente allo sperone dellfordtcwdoMaa;, e non già all'ordine d'attacco ad angolo, in quel primo momento adottato da Tegetthoff, inquautoehò egli stesso usò quella medesima linea di fila tanto deprecata, perchè usata da Persano. Del resto gli austriaci, primo l'Attlmayr, asseriscono che il successo fu indipendente dall'attacco ad angolo. E allora perchè tanto magnificare l'ordine d'attacco prescelto da Tegetthofft-
4P Tegetthoff è stato censurato per non avere inseguito Persa no, ohe si ritirava su Ancona, per essere poscia entrato in Porto San Giorgio di Lissa,
Esaminiamo il primo punto :
Sono le ore 1;15 poro. Siamo alla fase - l'ultima della giornata-delle due flotte avversarie, che si fiancheggiano, eseguendo imvrele è contromarcie parallele, senza combattere. Alle ore pom. Tegetthoff vede il nemico a sei miglia lontano, che si pone in ritirata. Secondo la tattica di Tegetthoff, la flotta austriaca non poteva sperare in un successo sulla flotta italiana isè non provocando la mischia. Ora, per questo genere di combattimento è necessario trovarsi in condizioni da poterlo imporre, com'era avvenuto, nella prima fase della giornata, allorché Tegetthoff, attraversando la linea italiana, "affondava il Re d'Italia. Si noti ohe le navi austriache, in generale, erano pivi lente di quelle italiane ed avevano artiglierie <É: : minore portata. Per questo fatto la flotta italiana avrebbe potuto combattere da lontano, senza essere offesa, perchè possedeva sulla austriaca superiorità di marcia e d'artiglieria. Ln ogni caso: ìf tenga presente che la di­stanza fra le due flotte era di sei Duglia se la flotta austriaca avesse voluto dar caccia alla flotta italiana, questa avrebbe potuto accettare di combattere in ritirata, lasciandosi volontariamente avvi­cinare dalla prima fino al limite massimo della portata delle sue ar­tiglierie maggiori. Se in questa situazione la flotta austriaca avesse voluto persistere, la flotta italiana avrebbe dato colpi senza riceverne. Avrebbe cosi ottenuto un successo sulTaustriaca, per opera della medesima Balta austriaca. E ciò sarebbe stato assurdo. D'altra parte Tegetthoff non era autorizzato d'impegnare la flotta senza probabilità <ii saccesso. Era dunque su dovere conservarla. Dopo tutto, Lissa era stata liberata, la sua missione poteva essere ritenuta compiuta.