Rassegna storica del Risorgimento
1865-1871 ; LAMBERTI GIUSEPPE
anno
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1954
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pagina
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579
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Un carteggio inèdito di Giuseppe Lamberti 579
mo... Isolato affatto, privo d'affezioni ohe mi circondino e di coi sento imperioso bisogno aspetto una fine che non avrebbe a tardar poi molto.
Intanto le condizioni degli esuli si facevano di giorno in giorno più precarie. In ima lettera, andata perduta, il Lamberti doveva aver pregato Costanza di organizzare una specie di fiera di beneficenza in loro favore. Alla risposta negativa della donna, la quale, probabilmente, non aveva voluto correre rischi, scriveva nuovamente per chiarire le sue idee e per assicurarla di non aver mai voluto compromettere né lei né alcun altro: Mi duole invece che quel tal progetto sia impraticabile per ogni conto: io non intendevo però che avesse ad esser pubblica cosa e con formalità, ma un bisbigliuccio all'orecchio a quei che fosser stati disposti ad un'opera di carità scevra da ogni odor di politica....2)
In seguito le angustie, le torture, le miserie dei compagni di sventura spinsero nuovamente il Lamberti a chiedere aiuto: ... S'Ella trova modo, ottima Costanzina, di aver qualche ricca persona a cui sussurrar all'orecchio di dar per quest'inverno qualche franco pei poveri Italiani che sono in Parigi io la scongiuro di farlo: siamo circondati di tanta miseria d'italiani indistintamente da far rizzare i capegli, scriveva il 21 ottobre 1841. L'aiuto questa volta non fu rifiutato: il 16 gennaio 1842 il Lamberti ringraziava Gostanza, che aveva inviato il prodotto della filantropica raccolta, a nome dei numerosi infelici, cui giugne questo sussidio provvidenziale opportunissimo.
Nelle lettere degli anni seguenti si sente l'eco della malinconia che aveva preso il Lamberti, malato e depresso da un esilio di tanti anni e dalle sventure che continuavano a colpirlo senza interruzione (tra queste la morte del padre e della sorella Virginia). Il desiderio di poter tornare in Italia non lo lasciava mai, ma purtroppo sarebbe restato ancora per qualche anno un sogno. Avevo realmente idea di venir in Italia e tentar di fissarmi di novo a Firenze vicino a Lei e v'era anche spinto dal riguardo che gli affari miei vanno ogni di più a rotta di collo, ma con onesti pasticci e diavolerie generali della penisola nostra veggo che non l'otterrei ora, e mi chiuderei poi in seguito dopo un rifiuto la strada a conseguirlo. 3' Gli stessi pensieri esprimeva anche in altre lettere del 1844 e del 1845. Da gran tempo sento il bisogno di respirar l'aria pura del mio paese...; *) Stia certa che ora non sarebbe possibile di ottener per me di venir costi. Il momento sarebbe mal scelto ed una negativa peggiorerebbe poi la facenda per l'avvenire lasciando un antecedente fatale...; 5) Per ciò che mi riguarda poi, dopo tante delusioni e tanti colpi ripetuti mi è entrato nell'anima e nel cuore uno sconforto bayroniano; non ho ormai più lume di speranza, conforto di fiducia, coraggio o desiderio d'avvenire; sono una rovina palpitante; non ho quasi più volontà; non so che mi chiedere, a che decidermi. 6)
Una grande delusione fu per il Lamberti la scoperta fatale, come scrisse a N. Fabrizi il 16 novembre 1844, del tradimento di Attilio Partc-
1) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Parigi 21 dicembre 1840. t) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Parigi 7 agosto 1841. 9) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Parigi 3 maggio 1843. *) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Parigi 1 aprilo 1844.
5) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Parigi 18 giugno 1844.
6) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Parigi 19 febbraio 1845.