Rassegna storica del Risorgimento
1865-1871 ; LAMBERTI GIUSEPPE
anno
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1954
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pagina
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581
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Un carteggio inedito di Giuseppe Lamberti 581
libertà d'Italia abbiam incontrata nei rispettivi luoghi natii: per poco che non vi siam lapidati: comunque inaspettata, comunque ci abbia addolorati, la cosa non ci ha né sorpresi né distolti dai doveri nostri, cofl'abitudine che abbiamo di delusioni, di ingratitudini, di malignità... . In mezzo a tante disavventure unica luce era l'affetto della figlia, che egli si teneva sempre tra le braccia come scudo e balsamo contro la gran massa di dolori ch'io mi aspetto ancor di contìnuo.*) Ad essa egli avrebbe voluto tener nascosto, nel settembre, il suo arresto in Toscana e la sua relegazione a Montepulciano prima e ad Arezzo poi.
Gostanza restava sempre la sua sorella d'adozione, alla quale egli non poteva (are a meno di confidare i suoi più intimi segreti, le sue speranze, le sue disillusioni. Era contento di aver ritrovato in lei quell'ottima amica, quella sorella tenera, confidente, espansiva la di cui immagine ho conservato sempre fissa nell'anima nell'esiguo, colle infinite persecuzioni, peripezie e delusioni come un de' pochissimi solidi legami che mi teneva ancor legato all'umanità. *' Avrebbe voluto trattarla col tu, come un giorno ormai lontano, ma le convenienze impedivano quella forma confidenziale ed affettuosa, quelle convenienze di fronte alle quali il Lamberti aveva sempre dovuto chinare la testa: egli l' uomo il più indipendente per carattere, per istinto, era stato costretto a negar la propria volontà ed a far a modo degli altri. 3)
Da queste lettere, di cui purtroppo ho dovuto esaminare solo le parti più salienti, la figura del Lamberti esce rivestita di una più calda umanità. Non c'è, in esse, solo l'agitatore, l'infaticabile e fedele compagno di Mazzini, ma l'uomo con tutti i suoi pregi e difetti, con tutti i suoi sentimenti più intimi: l'amore verso il padre, la figlia, la sorella ed infine verso Costanza, che egli aveva posto come sopra un alto piedistallo dal quale l'aveva veduta cadere con delusione e dolore. Una nota umana è data anche da quelle piccole commissioni che il Lamberti faceva a Parigi* per la sorella d'adozione. Non possiamo fare a meno di commuoverci vedendo la sua impazienza per sapere se i guanti, le calze o le scarpe erano veramente quali la donna aveva desiderato.
L'ultima lettera che abbiamo è del 28 dicembre 1848, scritta da Bologna dopo una fugace visita a Roma, che aveva suscitato nel Lamberti solo un senso di dispetto vedendo un popolo sì abietto calpestar le rovine maestose dell'antica tiranna del mondo. Mi piace però pensare che l'amicizia per Costanza sia durata fino alla morte del Lamberti, avvenuta in Reggio il 24 gennaio 1851, e che prima di spirare egli abbia pensato un'ultima volta a colei, alla quale in un giorno lontano aveva scritto: Io ti amo, come amavo negli anni d'infanzia un Dio, che mi figuravo il complesso d'ogni virtù e d'ogni bello; non mi dà alcuna pena che tu sia amata, che tu ami, che tu sia d'altri; porche io viva nel tuo cuore, io sono per questa parte tranquillo. *)
CLEMENTINA ROTONDI
1) Giuseppe Lamberti a Costanza Lambert!, Reggio 2 giugno 1848.
2) Giuseppe Lamberti a Costanza Lamberti, Reggio 20 giugno 1848.
3) Giuseppe Lamberti a Gostanza Lamberti, Arezzo 10 settembre 1848. *) Giuseppa Lamberti n Costanza Lamberti, Marsiglia 17 gennaio 1832.