Rassegna storica del Risorgimento
1850-1860 ; NAPOLEONE III ; MAZZINI GIUSEPPE
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1954
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pagina
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583
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Rapporti e contrasti fra Napoleone HI e Mazzini, ecc. 583
successi e dei suoi fallimenti. Conviene, per comprender ciò, avvicinare alla requisitoria altri, più calmi giudizi.
Nel dicembre 1850 Mazzini diceva (E. N., XLIU, p. 331 sgg.) che il Principe Presidente già sulla via del colpo di stato avrebbe potuto associare Napoleone e Washington; iniziare in nome del popolo l'epoca nuova; invece ricopiava Luigi Filippo, e poneva la politica degli interessi al posto di quella dei principi, illudendosi di essere uomo di stato. Nel marzo 1853, ammette che la Francia, sotto di lui, potrebbe fondare una monarchia europea, se ciò non fosse contro la legge provvidenziale guidatrice dell'Umanità. Non può risolvere il problema degli Stati Uniti d'Europa, perchè l'associazione, l'alleanza fraterna non possono fondarsi che sull'armonia, sull'eguaglianza inviolabile delle coscienze nazionali (E. N., LI, p. 75).
Il contrasto ideale è chiaro. Sono le due iniziative contrapposte, la popolare e la governativa. I governi dovrebbero accettare e realizzare a pieno la prima, anziché reprimerla o deviarla e sfruttarla per i loro scopi. Se la repressione è opera principalmente dei governi nettamente assolutistici, la deviazione e lo sfruttamento appartengono a quelli moderati i ipo Cavour, o cesarei tipo Napoleone III.
La lettera aperta al Conte di Cavour, del 1858 (E. N., LVIII), riassume ice due programmi radicalmente diversi: unità nazionale, iniziativa popolare, autogoverno, alleanza dei popoli, da una parte; dall'altra, il contrario di tutto ciò.
In nome di tale contrasto, il Mazzini si preparava allora a combattere l'imminente alleanza sabaudonapoleonica; in nome dello stesso contrasto, aveva combattuto l'adesione sarda del 1855 all'alleanza francoinglese, e la spedizione di Crimea. Era stato il gran torto dei due alleati occidentali di aver fatto della guerra d'Oriente, invece di una impresa liberatrice di popoli (a cominciare dal polacco), una sterile lotta di preponderanza combattuta appoggiandosi all'Austria. Di tale deviazione Mazzini considerava primo responsabile Napoleone IH (cfr. lo scritto A Luigi Napoleone, del 1858, E.N., LVIII), Una guerra contro la Russia doveva esser guerra di libertà contro il dispotismo europeo. Né Austria né Turchia potevano costituire una valida difesa contro la giovane e crescente potenza russa; occorreva invece innalzare intorno all'impero moscovita una barriera vivente di giovani nazioni associate. Per lo meno, l'Inghilterra avrebbe dovuto proclamare l'applicazione effettiva e generale del principio di non intervento, così che ogni popolo fosse d'ora innanzi padrone dei propri fati: Polonia, Italia, Ungheria sarebbero insorte, a tutto vantaggio degli alleati occidentali (EJtf., LV, p. 30 sgg).
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Il punto che ora importa a noi segnare, è questo. La critica del Mazzini alla politica della Francia imperiale e dell'Inghilterra associata (nonché del Piemonte al loro seguito) non è semplice condanna morale, in nome di principi ideali astratti. Essa corrisponde e le citazioni fatte sin qui ee lo lasciano già intravedere a una politica che merita pienamente un tal nome, perchè, fondata su fatti e forze reali, tendeva a inserirsi in situazioni presenti e si mostrava capace di applicazioni future. Tanto è vero che essa fu in qualche misura realizzata pochi anni dopo, e in maggior misura avrebbe potuto cs-