Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; INGHILTERRA ; EMIGRAZIONE POLITICA ; STATI UNITI D'
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1954
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592 Luigi Santini
Negli ultimi mesi del sua soggiorno nord-americano fondò col Sacchi e col Gajani un nuovo giornale: The Crusader, quando la sua collaborazione a L'Eco dItalia parve non gradita in seguito ad una sua presa di posizione antiregionalista e ' piemontesista " in un dibattito fra gli esuli.1) Sul nuovo periodico scrisse alcuni articoli notevoli, esaminando con acume la situazione che si andava creando con la scoperta dell'oro in California e con la conseguente ondata di immigrati provenienti dalle zone depresse dell'Europa cattolica. Scriveva: UAmerica dorme, ma,... gli emissari stranieri ed i traditori domestici stanno lavorando con incredibile armonia ed attività per distruggere il suo protestantesimo ed il suo repubblicanesimo, a tutto vantaggio del papato.
Da Boston, dove si era recato per conferenze, scrivevano al New York Daily Times (6 dicembre 1853): Questa repubblica è senza precedenti, e non si possono cercare analogie con paesi stranieri; il pericolo che avverte il Gavazzi non esiste, perchè il dispotismo religioso non può coesistere con Veducazione.
Dai giornali intanto si apprendeva che tra gli operai nascevano società per la difesa della libertà americana The Guardian of Liberty, Know Noth-ings, Order of United Americans, ecc. e l'azione del clero cattolico si faceva più cauta. Mons. Bedini indirizzava all'arcivescovo di Cincinnati una lettera nella quale si proclamava vittima di scellerati calunniatori, e formulava la speranza di un loro ravvedimento.
Gli Italiani residenti a Nuova York risposero con un indirizzo al Bedini, nel quale riconfermavano le accuse ed altre ne aggiungevano, ponendo in calce ottantaquattro firme di testimoni. 2) Il monsignore comprese che la cosa migliore era andarsene e lasciare che, calmati gli spiriti, apparissero lentamente i frutti della sua missione; alla fine di gennaio del 1854 lasciò l'America. Anche il Gavazzi lasciava a que' giorni il Nuovo Mondo, ancora in tempo per annunziare di aver finalmente ricevuto notizia della scomunica inflittagli da Pio IX. 3)
Conclusa quella che era stata una vera cavalcata attraverso un continente, egli passò un anno tranquillo, nell'atmosfera amichevole degli ammiratori inglesi, pago dei successi settimanali dei discorsi che teneva in una sala in Cramer Street, King's Cross. In dissidio ormai dichiarato col gruppo de UEco del Savonarola del quale non comprendeva il concetto di sacerdozio universale, pronto nel reagire agli attacchi dei cattolici, egli cercava una via, una equidistanza forse impossibile dal disciplinato dogmatismo della chiesa romana e dal libero biblicismo delle sette evangeliche. Ma, incapace a condurre a fondo un lavoro di approfondimento, di assestamento delle proprie idee, ritrovava appieno se stesso solo netta schermaglia polemica, nell'attacco oratorio. Aveva bisogno di nemici per pensare. E del 1855 una dichiarazione, la più seria forse delle tante che fece: Quando Iddio ci aprirà una strada io ed alcuni miei compatriotti torneremo nella nostra cara Italia a predicare L'Evangelo ai nostri fratelli disse Ho fiducia che il Signore voglia fare di me uno strumento per propagare la Parola della Vita.*) Ma subito eccolo ad aggiungere: Quando la tromba della guerra suonerà per la mia
I) Cfr. in L'Eco d'Italia. 8 e 24 sgotto 1858.
2> v. Evmtng Kxprem, New York. 31 gennaio 1854.
W v. L'Eco d'Italia, 28 novembre 1853, o Th Crutadw* 81 dicembre 1:858.
*) A. G,, Tlte Èvang/dhatlon in hnly, London, 1855,