Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; INGHILTERRA ; EMIGRAZIONE POLITICA ; STATI UNITI D'
anno <1954>   pagina <593>
immagine non disponibile

Alessandro Gavazzi e Vemigrazione politico-religiosa, ecc. 593
cara Italia, io sarò là... con la Bibbia in una mano e la bandiera nazionale italiana nell'altra, per annientare il nemico capitale del mio paese il papa ed il papato e per piantare il vessillo della libertà universale sulle rovine del Vaticano.
Ancora quattro anni passeranno prima che picnda la via d'Italia, anni nei quali la politica di amministrazione liberale del Cavour cainbicrà i ter­mini della situazione politica italiana: da lontano il Gavazzi vede da molti segni l'avvento di una rivoluzione religiosa, non si avvede che lo stomaco della burocrazia ha già preso a funzionare, e finirà per ingurgitare buona parte dei valori ideali proposti dal Risorgimento.
Nel settembre del 1855 l'ex-frate si incontrò a Wincoban con Luigi De Sanctis un distinto exsacerdote che aveva lasciato Roma per ragioni squisitamente religiose , e tra i due a lungo si discusse della situazione religiosa in Italia. Gavazzi si assunse l'onere economico della scuola maschile evangelica di Torino, a questo scopo colletto forti somme; quell'anno a Natale i bambini torinesi videro per la prima volta un albero di Natale: era il prin­cipio della diffusione d'una gentile usanza protestante in terra italiana.
La larga popolarità del nostro è mostrata anche dal fatto che col gennaio 1856 potè prendersi il lusso di stampare un giornale ... personale: GavazzVs free word: scritto completamente da lui, pesante di fitte colonne asserragliate sulla pagina, il foglio ricorda il bolognese Un esperimento. Anche qui un passare disordinato dall'autobiografìa alla cronaca politica, dall'attacco personale al commento astruso, ad un navigare attraverso i più disparati argomenti, ed un fastidioso impicciarsi di tutto e di tutti con un senso stra­bocchevole della propria autorità.
Notevole fu in questo tempo la campagna di predicazioni che tenne in Irlanda, dove all'accoglienza benevola dei protestanti facevano riscontro le minacce e le vie di fatto del popolino cattolico. 2) A Dublino ebbe la sorpresa di trovarsi ad una festa organizzata per i Valdesi, i quali ebbero un primo fondo di danaro per trasferire da Torre Penice a Torino la società per le pubblicazioni italiane, e fondare quella casa editrice Claudiana che an­cora oggi vive e serve ai protestanti italiani. 3)
Rientrato a Londra, accettò una polemica coll'irlandese card. Wiscman, e prese a controbattere passo passo quanto il prelato pubblicava: se lo scritto del primo ebbe larga fortuna, enorme fu il successo della risposta gavazziana, che fu diffusa fin tra la gente più umile, *)
Gli avvenimenti italiani precipitavano, l'abile politica di Cavour cominciava a portare i suoi frutti, ed il piccolo mondo degli esuli era in fer­mento; ai raddoppiavano gli incontri, si infittivano le corrispondenze, s'ac­cendevano propositi e sogni. Gavazzi parlava molto, e l'eco dei suoi propo­siti giungeva all'ambasciata sarda, dove si era lieti di poter trasmettere a Torino quanto imprudentemente andava dicendo. L'ambiente dell'amba­sciata sarda a Londra era dominato dal clero, che ostacolava come poteva il ritorno dei più accesi antipapisti: un esempio lo si era già avuto a proposito del De Sanctis, il quale era riuscito a rimpatriare dopo una serie di difficoltà
i) A. C, Cènni biografici del Doti. L. De Sancitili, Firenze, 1870, p. 38.
2) L. CONTI, op. cii p. 87.
s) v. B. PoNSi Bozzetti evangelici, Firenze, 1896.
*) A. G., The Papacy, an antmr to Dr. Wisaman, London, 1857.