Rassegna storica del Risorgimento
GIACOBINI
anno
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1954
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pagina
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597
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Contributo agli studi sul giacobinismo anarchico , ecc. 597
zione delle idee, da crucilo che il Buonarroti racconta nella sua Conspiration di aver avuto in animo di costituire con Jullien e con altri sin dal brumaio dell anno IV. L'azione dello Jullien si era svolta anche pubblicamente attraverso un'anonima brochure: Quelques conseils aux patriotes cisalpins, che era una forte sollecitazione all'espansionismo unitario, già citata dal Matlùez sotto il solo aspetto del culto teofilantropico, e poi dal Godechot. x)
Le nostre ricerche ci hanno permesso di andare ancora più in là, allargando il quadro dei rapporti tra gli anarcMstes italiani e i superstiti babuvisti francesi, e di illuminare i segreti rapporti fra gli estremisti di Bologna, di Reggio, di Modena, attraverso Milano e Torino e le località della Savoia, con Parigi dal 1797 al 1799 e oltre. Né tratterò qui per sommi capi.
Anzitutto Jullien viene in Italia come capitano aggiunto al generale Lahoz, considerato come il fondatore o uno dei più attivi membri dei Raggi. Il Lahoz accompagnato dal Pico, dal Teulié e dal Cerise va a Parigi nel 1798, inviato dal Direttorio Cisalpino per rintuzzare la minaccia della revisione costituzionale, promossa dall'Ambasciatore Trouvé. Da due lunghi memoriali (ritrovati nell'Archivio del Ministero degli Esteri di Parigi), che il Lahoz da Parigi indirizza al Talleyrand, 2) appare evidente la responsabilità del ceto repubblicano conservatore, che aveva sostenuto a Milano gli arbitri direttoriali. Se in realtà questo ceto aveva avversato inizialmente il sistema accelerato di tassazione imposto dai francesi nel trattato di alleanza sistema accolto invece dagli estremisti affinchè la repubblica, scriveva il Lahoz, potesse far fronte ai suoi impegni questo ceto moderato, ripeto, aveva atteso a schierarsi con le autorità di occupazione (ma allora lo aveva fatto incondizionatamente, a spese della libertà e della costituzione) quando aveva avvertito le irrequietudini giacobine, sempre inclini, almeno secondo le sue angosciose trepidazioni, verso le avventure sociali; e quando aveva previsto, attraverso una riforma economica, di poter organizzare a suo grado le finanze. JE particolare significato acquistava la politica estera di questo ceto così come la tratteggiava il Lahoz intesa a realizzare una confederazione italica delle repubbliche, ma anche dei principi attuali, che avrebbe cristallizzato conservativamente la situazione, e che era l'opposto di ciò che volevano gli unitari. Tale progetto si richiamava significativamente ad un'altra confederazione di principi italici: quella progettata dal liberale e settecentesco piemontese Galeani Napionc.
La stessa distinzione dei due ceti repubblicani, si rileva dalla relazione del diplomatico Mcngand, 3) in cui è vivacemente ritratto il popolo di Milano negli ultimi giórni di libertà, quando gruppi giacobini, che la gente per bene
*' Gir. JACQUES GODECHOT, Lea Francai* et Vunit6 iìàUMtiù sous le directoire, in Revue inurnationale d'hiatoirv pulitique et constìtulionncUo, 1953.
2} Ardi. Affaire Etrangèrea, Parigi, Corre polii., Milan, 1798 (Ans VI et VII), volume 56, Note offtcielU par Venvoyi extraordinaire da la Republique Cisalpino, termidoro VI, f.to Lahoz, ff. 813-319; Lahoz al Minia. Affari Erteti, Parigi, 22 terra. VI, ff. 336-342, e ff. 843-351 con allegati.
) Areh. Affair* Etrang., Parigi, Coir, polit,, Milan 1799-1800 (Ans VII Vili et IX), voli. 57-58, Tableau da (vfnemenia potitique* et mUitaim arrivè don la Rep. Cisalpino deputa una anni, 1799, VII, to Mengand, diretto al rappresentante Daboia-Dubais-per essere trasmetto al Consiglio degli Anziani e letto poi nella sedata del 17 Mess. VII: ff. 143-180, comprese ripetizioni e allegati