Rassegna storica del Risorgimento

GIACOBINI
anno <1954>   pagina <599>
immagine non disponibile

Contributo agli studi sul giacobinismo anarchico , ecc. 599
concreta di quella che appariva essere la prima politica unitaria italiana, inconfrontabile con i retorici accenni alla nazione italica che erano ricorsi nei decenni precedenti.
Tutto il processo unitario giacobino che viene svolgendosi in Italia è seguito o suscitato dagli anarchistes di Parigi. Nel novembre 1799, quando si prepara nella penisola la rivolta antidirettoriale che il Faipoult preconizza e attende a pie fermo, le informazioni di polizia (nelle carte degli Archivi Nazionali di Parigi) segnalano Felix Lepelletier, ex membro del Comitato di Babeuf, come uno dei capi più influenti, capace di ottenere il finanzia­mento necessario per il moto che dalla Francia si prepara; mentre AntoneUe, altro membro babuvista, straordinariamente attivo, scende nel sud per orga­nizzare il movimento che si irradia da Parigi. Nel faubourg Antonie - dice la stessa nota si tengono frequenti riunioni in cui si leggono lettere del sud e di Milano. *)
Pochi mesi dopo, quando la reazione austrorussa avrà sospinto i gia­cobini settentrionali in Francia, e quando sarà sopravvenuto il colpo di stato del 30 pratile anno VII, i piemontesi Pico e Rossignoli, scrivendo il 14 luglio da Grenoble a Botta e Robert a Parigi, non faranno più mistero, a Direttorio rinnovato, della loro precedente segreta consuetudine di rapporti con i capi estremisti francesi: Vi accludo lettera per AntoneUi il primo di essi scriveva che ho conosciuto a Parigi. Salutatelo, come altresì Dro-vet, il generale Fion e Pugez de Barbantone (sic). Soprattutto Vattar, Vil-letard e Felix Lepelletier. Ora sì che sorrido, ora che si possono nominare questi nomi palarti et aperte. 2'
I giacobini italiani e i babuvisti avevano dunque fino allora insieme operato in silenzio. Lo studio del Godechot sul babuvismo e l'unirà ita-liana, ) che ha per primo tratteggiato il problema del rapporto politico operante tra babuvisti e unitari, può essere approfondito e sviluppato in più larghi orizzonti.
Così sulle vicende dell'estate 1799 e sugli incontri degli italiani con la società giacobina francese, ancora ci illumina un interessante e lungo mano­scritto medito: le Memorie di un giacobino di Felice Bongioanni,4) con­servato nell'archivio familiare di questo repubblicano piemontese, capo uffi­cio nel Ministero degli Interni nel Governo provvisorio del 1799 e dopo tre mesi dimissionario per protesta contro la decisione governativa della riu­nione del Piemonte alla Francia. Egli seguì le vie della ritirata nel giugno di quell'anno e vide gli italiani in Francia, in lotta con la fame, lavorare insieme con gli amici francesi per le libertà politiche e l'unità d'Italia. Vi si assiste al nascere delle celebri petizioni per l'indipendenza nazionale, tra cui quel noto Crie de l'Italie, presentato poi da Decomberousse al Consiglio
i) Ardi. Nat. Parts, AF. Ili 296,. nota non firmata dal 14 brumaio VII; Un agent de Felix Lepelletier ecc... .
2} Cfr. G. SFORZA, L'Amministrazione general* piemontese e Carlo Botta. Memorie Àcc. Scienze Torino, lì, voi. UDÌ, 1909, p. 317.
8) J. GODECHOT, Le Babouvisme et l'unite Ualienne {1796-1799), in. Revue dee éiudes italimnts, 1938, pp. 259-283.
*) FEUX BONJEÀN, Mimoires d'un jaeobin, manoscritto inedito, trascritto integral­mente da un discendente, di 300 pp. circa comprese le note del trascrittone, e seguito da un epistolario. Areh. Bongioanni, Torino II manoscritto sarà prossimamente pubblicato.