Rassegna storica del Risorgimento
GIACOBINI
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1954
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Giorgio Vaccorino
degli Anziani e dal Briot du Boubs al Consiglio dei Cinquecento. Autore di questi scritti era il cittadino Forel, che con la moglie a Grenoble teneva circolo e dava ospitalità agli emigrati italiani. In tale opera si era valso delle memorie fornitegli da Fantoni e Polfranceschi. Cadiamo così nel bel mezzo della società dei Raggi in esilio, che avevamo visto operare in Italia. Fan-toni specialmente, Porganizzatore in ultimo dei Raggi in Piemonte, è seguito da presso dall'amico Bongioanni. Egli si incontra con i suoi corrispondenti ed emissari italiani (in gran parte emiliani) che l'autore delle Memorie nomina specificatamente. Lo stesso successivo epistolario del Bongioanni col Fantoni, annesso alle Memorie e sovente redatto in linguaggio convenzionale e quasi cifrato, mostra resistenza della segreta intesa.
Ma particolarmente significativo è l'incontro, dietro presentazione dello stesso Fantoni, del Bongioanni con Amar, ex membro pur esso del Comitato insurrezionale di Babeuf, residente allora a Barreau, villaggio presso Cham-bery. La circospezione con cui si svolge il colloquio e le prudenti allusioni del memorialista (i Mémoires sono di quello stesso anno), rivelano con tutta evidenza una lunga intesa cospirativa dell'Amar col gruppo di amici a nome del quale il Bongioanni si presentava.
Gli stretti rapporti con i babuvisti sono ancora messi in evidenza, fra gli altri, da un corpo di documenti esistenti presso gli Archivi Nazionali di Parigi: le note di polizia del torinese Augusto Hus, asservito alle glorie del Direttorio e dell'Impero. In una vasta congerie di informazioni, che a parte ho studiato, l'Hus sul 1804 riferisce dell'esistenza di una corrente antonelliana in Piemonte, *) e cioè di un gruppo di giacobini di opinioni avanzate, che egli nomina singolarmente, in rapporto con il babuvista Anto-nelle e partecipe della sua fazione politica e della sua organizzazione italiana.
Non per nulla l'Antonelle nel 1803 visitò l'Italia, forse non senza essersi fermato prima a Sospello, ove Filippo Buonarroti era confinato, come l'Hus sospetta. Jullien de Toulouse, allora a Torino, ove esercitava la professione di avvocato, era in stretti rapporti con Antonelle e il suo gruppo, che annoverava secondo l'Hus uomini che già in esilio erano stati in amicizia con il circolo di Babeuf.
Le diffidenze però che il Bongioanni riservava nel suo diario per il toscano Fantoni, nonostante ne godesse l'amicizia e partecipasse delle sue opinioni politiche (come dimostra il lungo carteggio), esprimeva un carattere comune a quasi tutti i giacobini piemontesi, intolleranti dell'invadenza egemonica dei cisalpini e sempre ondeggianti tra una prudente aspirazione unitaria e l'autonomia del Piemonte. La tradizione regionale e un più diffuso attaccamento conservatore li trattenevano infatti in gran parte dallo spirito di avventura e dalle irrequietudini unitarie. Mentre nella Cisalpina due erano i ceti fondamentali dei giacobini, i direttoriali moderati e gli unitari anar-chistes, in Piemonte si aggiungeva ad essi un terzo gruppo e cioè un secondo partito di opposizione: il conservatore autonomista, avverso alla concessione servile dell'annessione, ma insieme riluttante dalle intemperanze unitarie degli estremisti. Questo partito, che riuscì a tènere il governo per
*} Ardi. Nat. Parigi, V. 7 6359, in Tableau maral et poUtique dee piémontoit actueUament à Paria, note informniivi' redatte du Augnato ITtis, Encore un mot tur Ànlonnlli, Parigi, 5 bruni. XJTÌ; nonché nota in F 7 8471 A., Pattai J2 bruni. XIII. -.