Rassegna storica del Risorgimento
DE RISO EUGENIO ; EMIGRAZIONE POLITICA ; CALABRIA
anno
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1954
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pagina
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603
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EMIGRAZIONE POLITICA DI CALABRESI IL MARCHESE EUGENIO DE RISO
Ai patrioti calabresi, die, ricercali o già condannati in contumacia, riuscivano a sfuggire alle maglie della polizia borbonica, non. restavano che due vie: o quella della montagna, dalla Sila alle Serre all'Aspromonte, ove vivere in condizione di banditi, o quella dell'esilio.
Molti furono coloro che nel decorso di decenni, in conseguenza di congiure scoperte o di moti falliti furono costretti ad andare a chiedere asilo in ospitali paesi d'oltre Alpe e d'oltre Oceano. Dalle due Americhe alle sponde settentrionali dell'Africa ai vari paesi europei gli esuli calabresi andavano a testimoniare forzatamente del grande travaglio della Patria e della partecipazione della Calabria a quei moti politici. E li, uomini di diversa età e di diverse condizioni, anelando l'unità della Patria dalle Alpi alla Sicilia, e, con la mutata condizione del paese, il ritorno alle proprie case, facevano attiva quella loro aspirazione abbeverandosi alla libertà dei popoli in mezzo ai quali avevan chiesto di vivere, intrattenendo segreti rapporti con chi della loro idea in Patria non si era tanto compromesso da dover ricorrere a chiedere asilo a nazione amica.
Il racconto di quella loro esistenza, quasi per tutti trascorsa in dignitosa povertà, è la pagina più toccante della vicenda patriottica da loro vissuta.
In tutt'i tempi codesta emigrazione fu numerosa, ma di più lo fu dopo i fatti del '48 che videro in modo particolare fiammeggiare di rivolte e di repressioni le due limitrofe provincie di Cosenza e Catanzaro. H mare Ionio, proprio nell'inizio settentrionale dell'ampio golfo di Squillace, durante molte notti sentì lo sciabordio di barche che si staccavano furtivamente dalla costa con un carico di esuli che andavano a posare di solito a Corfù, onde poi, non più nascostamente, prendere la via per una dimora meno provvisoria.
Tra quelle nobili figure di patrioti che colla loro condotta e la loro parola tanto contribuirono ad interessare alle vicende italiane i popoli presso i quali eran costretti a vivere, Eugenio de Riso merita un particolare ricordo, specie oggi che il XXXII Congresso di Storia del Risorgimento ha dedicato un tema alle emigrazioni politiche ed alla circolazione delle idee.
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Le idee liberali avevano sempre guidato la famiglia dei De Riso; una famiglia patrizia che vanta origini remote e che era stata generosa ed illuminata anche in tempi in cui era un difetto esserlo. Codesta tradizione del casato, nell'ultima generazione fu rinvigorita proprio dalla madre di Eugenio, Caterina Capocchia, di Mcsoraca, che aveva avuto ucciso il padre, di cui, poi, veniva bruciato il cadavere dalle truppe della Santa Fede durante la marcia del Cardinale Ruffo attraverso le terre della Calabria.