Rassegna storica del Risorgimento

DE RISO EUGENIO ; EMIGRAZIONE POLITICA ; CALABRIA
anno <1954>   pagina <604>
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Guatavo Valente
Eugenio, nato a Catanzaro il 3 maggio del 1816, *) abbeverò i primi suoi anni nella tradizione della famiglia ravvivata dal ricordo sanguinante della vittima quasi recente che creava un'atmosfera la più idonea allo sviluppo del giovine alle idealità contrastate del tempo della prima giovinezza. Cosi che, chiamato, dopo la forzata interruzione degli studi a causa della chiu­sura del liceo in conseguenza dei danni del terremoto del 1832, ad arruolarsi nella Guardia d'Onore, per l'indipendenza di carattere e l'avversione ad ogni costrizione cortigianesca, se ne uscì per ritirarsi nelle occupazioni di campagna che alternava con. seri studi, sociali, politici e storici.
La coltura che andava acquisendo, l'animo e le considerazioni sullo stato delle due Sicilie, lo portarono ad entrare in contatto con quanti era risaputo coltivassero ideali liberali, sì che con essi ogni trama lo ebbe parte­cipe, deciso e giudizioso.
Quando, in conseguenza degl'insuccessi dei moti di Palermo, Siracusa, e Cosenza nel 1837, e poi dell'Aquila nel 1842 e la fine dei Bandiera, si mostrò la necessità di mutare condotta, Eugenio de Riso, nel settembre del 1845, andò a Napoli ad intendersi con quei capi, e di là passò dagli altri di Genova, Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze e Roma. Nell'aprile del 1846 era di ritorno a Napoli, ove, capita la necessità di affidare a persona prudente ed attiva la direzione e la responsabilità di tutto in ogni provincia, egli veniva riconosciuto capo dei liberali catanzaresi.
Con questa qualifica faceva ritorno nella città nativa.
La sua attività, da allora, può ben dirsi che non ha altro obiettivo: lavorare all'unità della Patria.
Nel maggio del 1847, ritornato a Napoli e preso contatto con quei capi liberali per organizzare la rivoluzione che, da cominciare in Sicilia, doveva concludersi a Napoli dopo esser passata dalla Calabria, ritornava a Catan­zaro con direttive ed ordini e molte copie del noto opuscolo Protesta del popolo delle due Sicilie alla civile Europa.
Ma come nel settembre, anziché la notizia della sollevazione della Sicilia, giunse quella della repressione dei tentativo di Messina e della fine dei pa­trioti di Gerace, nulla potè più tentarsi. Ed Eugenio de Riso, ormai scoperto, inseguito da un ordine di arresto e gravante sulla sua testa una taglia della polizia, riuscì a sottrarsi alle ricerche tenendosi in latitanza per alcuni mesi. Ma allorché nel 29 gennaio del 1848 Re Ferdinando concedeva lo Statuto, egli poteva fare ritorno fra i suoi concittadini: e fa il ritorno d'un vittorioso che nell'aprile successivo veniva eletto deputato. Nella giornata del 15 mag­gio a Napoli, in quei momenti intemperanti, la sua prudenza fu virtù umana che concorse grandemente a far meno gravi eccessi e danni. Subito dopo, però, prese la via della Calabria per chiamare alle armi contro un governo tornato al metodo antico. E sebbene nominato congiuntamente a Catanzaro ed a Cosenza tra i componenti del Governo provvisorio, ottenutane licenza, lasciò le sedute governative ed alla testa di un battaglione di guardie nazio­nali andò a rinforzare gl'insorti prima a Filadelfia e poi a Castrovillari.
L'esito disastroso dello scontro gl'impose la necessità di cercare la sal­vezza nell'esìlio. Assieme a pochi altri che come lui si erano fortemente
1) Suoi genitori furono il marahene Antonio de Bùo e Caterina Capocchia.