Rassegna storica del Risorgimento

DE RISO EUGENIO ; EMIGRAZIONE POLITICA ; CALABRIA
anno <1954>   pagina <608>
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Gustavo Valente
sponsabilc dei danni alla sua famiglia e la causa dei lutti non soltanto suoi ma di tutta una provincia. *) Perciò, qui, ricordando il figlio, si accostano i due nomi, accomunati ora nella memoria come lo furono nel sacrificio e nel dolore.
GUSTAVO VALENTE
1) Francesco Galdi era stato mandato a Catanzaro con le funzioni d'Intendente nel­l'ottobre del 1849, in epoca, cioè, di repressione; e la stia scelta non dovette essere fatta a caso. Infatti, dall'esposto apprendiamo: ... appena arrivato costui, colla brama ardentissima di acquistare a furia d'infamia la benemerenza del Borbone e la proprietà di quell'alto posto governativo, del quale era funzionante, si mutarono in luttuosissime le condizioni di questa provincia... Allora un Enrico Talamo fu imprigionato, perchè non aveva voluto far dono di una sfarzosa veste di seta alla moglie dell'Intendente Galdi; allora si arrivò a negare la sepoltura all'esimio patriotta Giovanni Scalfaro ed all'ex capitano della Guardia Nazionale di Soveria Pontieri, perchè morti durante la loro latitanza per causa politica... Ma dal procedere del Galdi verso l'Universalità di questi cittadini passando ora a disaminare ciò che costui fece ed operò contro la famiglia della ricorrente, questa pubblicamente ed altamente lo accusa di aver egli messo delle spie, che giorno e notte sorvegliassero la sua casa... che saputo che suo
componenti della famiglia... che si emanarono ordini di arresto contro altri due figliuoli della reclamante, uno dei quali per circa due anni fu tenuto prigione nel Castel dell'Oro, e l'altro, dopo di essere perfidamente ingannato e tradito dal Galdi, fu pure rinchiuso nello stesso Ca­stello e quindi mandato in esilio...
Ora Bolle ceneri inulte di questo virtuoso figlio... la madre si fa a chiedere al Governo del He, ... che il Galdi abbia la sua meritata punizione e che così non si offra il triste ed immorale spettacolo che, nel mentre giace sepolto, dimenticato nell'oblio della tomba, un Italiano, che a tutt'uomo cercò illustrare nell'esilio la sua Patria... uno dei suoi carnefici, perchè si è saputo mascherare ed ha saputo far giocare l'intrigo, si goda del prezzo del sangue delle sue vittime e resti in quello stesso posto, che BÌ ebbe, qua! compenso delle sue iniquità, nell'ottobre del 1852, quando fu rimosso dalle funzioni d'Intendente, per non aver saputo in quell'epoca rendere gaia e giuliva Catanzaro, immersa da lui nella desolazione e nel lutto, nell'improvviso arrivo del Borbone in detta città.
Debbo la conoscenza di questo ricorso alla gentilezza dei marchesi Armando e Tancredi de Riso ai quali qui rinnovo i ringraziamenti.
Qualche anno dopo, durando una vertenza per un legato disposto da Eugenio de Riso a favore di due signore inglesi vide In luce un opuscolo, ora rarissima: Memoria o documenti -presentati - al governo di Sua Maestà britannica - dalle signore Anna e Sofia Luisa Clark per - lo indennità loro dovute - dal governo di Sua Maestà il Re d'Italia, Catanzaro, Tip. del
Pitagora, 1872. .
Notizie di Eugenio de Riso ee no trovano, in particolare, In: GIULIO AIIOMOLO, L ultimo Re di Napoli, Napoli, Alberto Morano, 1942; GIUSEPPE PJTHÈ, Eugenio de Riso, in Profili bio­grafici di contemporanei italiani, Palermo, Los, 1864.