Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <254>
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Q. Qowni
castello di sogno e nido d'amore di Miraroare; dal momento che ac­cettò la corona d'un impero messicano, eh*era ancora tutto da costi­tuire, egli voleva pur riuscirvi per il suo orgoglio e per creare al di là dell'Oceano un altro ceppo d'Absburgo, diverso da quello rimasto in Europa, dal quale sentivasi separato da profondi dissensi fami­gliari.
Ma ci voleva altro che la sua huona volontà ! Le difficoltà erano immense. Ciononostante lusingàvasi di riuscire. Non pensò più al suo Miramare, beu più bello della residenza imperiale messicana, non pensò più a quell'Adriatico, sul quale giovanetto iniziò la sua car­riera da marinaio, se non per un lampo: quando seppe di lassa. Allora, lui che aveva dimenticato volutamente ogni cosa che alla sua casa appartenesse, si ricordò di Tegetthoff, inviandogli calorose con­gratulazioni.
Per un istante ebbe come una visione del passato. Ma, ripeto le difficoltà di politica interna, che crescevano ogni giorno, lo distol­sero subito da quella visione. Si può dire che il tempo da lui tra­scorso sul trono - 28 maggio '64-19 giugno '67 - non fu che dura­mente e vanamente impiegato a tentar di risolvere una situazione politica irriducibile ed assurda.
Si era voluto creare un impero latino* E di qual razza era il popolo che lo doveva costituire ? Dalla discendenza della bordaglia dei primi conquistatori spagnuoli, mescolata oscenamente colla bar­barie indiana autoctona, n'era risultato un tale ibridismo umano, da muovere pietà, ma sul quale non dovevasi però esperinientare ogni sistema di governo. Infatti ogni mezzo per sedare la guerra civile, ogni crudezza d'imperio, ogni atto assolutistico, ogni intransigenza religiosa si può comprendere che compisse il novello imperatore, se si pensa che al suo fianco, tenace e penetrante, agiva il suo confes­sore, padre gesuita Fischer.
La catastrofe non doveva essere lontana. Continuando la guerra civile, abbandonato dalle truppe napoleoniche richiamati in Europa per le proteste degli Stati americani del Nord, costituitasi la Repub­blica Messicana sotto ia presidenza di Benito Juarez, caduto per tra­dimento nelle mani di Escobeto ~ il più sozzo 'generale messicano, ex-mulattiere colle stigmate della razza indiana sul viso -, Massimi­liano si trovò prigioniero, sottoposto a giudizio. Più tardi sarebbe stato condannato alla fucilazione.
Invano Carlotta implorò Napoleone ITT, s'inginocchiò a Pio IXt per ottenere la salvezza del suo Massimiliano. Essa non trovò,, nel suo disperato dolore, che la suprema delle tristezze umane : la follia.