Rassegna storica del Risorgimento

AMERICA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1954>   pagina <634>
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Ignazio Weiss
Abbiamo già affermato che l'incipiente cultura argentina stava sotto la predominante influenza della cultura francese, ma non si deve dimenti­care che, per composizione etnica degli abitanti delle regioni del Piata, per affinità di carattere e di mentalità, anche la cultura italiana avrebbe potuto trovare facile sbocco in un ambiente naturalmente preparato ad accogliere, soprattutto tra i giovani, quanto di nuovo e di affascinante la letteratura, la sociologia, la scienza politica, la poesia, Parte italiana poteva dare in un periodo di fermento e di rinnovamento, com'era quello che caratterizza i decenni tra il 1820 e il 1848. Due filoni possono stabilirsi, due canali, o meglio due influenze parallele che si riferiscono l'una al campo più generale della cultura, il movimento romantico, e l'altra più strettamente di natura poli­ticosociale, il principio di nazionalità, indipendenza, unità, che possiamo osservare procederanno all'unisono e saranno influenzate da quanto succede in Europa, pur operando in un terreno politico, sociale e culturale, assai di­verso. Ma la generazione dei giovani operante a Buenos Aires tra il '30 e il *40, le condizioni politiche per cui passerà la Confederazione Argentina tra il 1833 e il 1852, daranno una certa analogia a quelli che erano i sentimenti e le aspirazioni della gioventù europea in Francia, in Italia, in Germania e a quello che era l'anelito più profondo e sentito dei popoli o delle élites eu­ropee di stabilire raggruppamenti e organizzazioni politiche unitarie e indi­pendenti da dominazioni straniere. La rivoluzione del '30 a Parigi sconvolse la gioventù studiosa di Buenos Aires: ce ne lascia autorevole testimonianza Vicente Fide! Lopez in un brano d'un suo scritto autobiografico: Nessuno oggi può avere un'idea del sussulto morale che quell'avvenimento provocò nella gioventù argentina che frequentava le aule universitarie. Non so come si produsse un afflusso torrenziale di libri ed autori che fino allora non si erano sentiti nominare; le opere di Cousin, di Villemain, di Quinet, di Michelet, di Jules Jan-in, di Merimée, di Visard andavano per le nostre mani provocando una romanticheria fantastica di idee e di predicazione su scuole e autori, romantici, elassici, eclettici, sansimoniani. Ci strappavamo dalle mani le opere di Victor Hugo, di Sainte-Beuve, le tragedie di Casimir Delavigne, i drammi di Dumas e di Victor Ducange, di George Sand. Fu allora che potemmo studiare Niebhur e che il nostro spirito prese il volo verso ciò che credevamo fosse Volto. La Revue de Paris, in cui tutto ciò che c'era di nuovo e trascendentale nella cultura francese del 1830 provò le sue forze, era cercata come il più palpitante dei nostri desideri. Ben presto quel gruppo di giovani, di cui faceva parte Miguel Cane, Juan Bautista Alberdi, Juan. Maria Gutiérrez, sente il bisogno di formare un nucleo compatto allo scopo di unirsi in una Associazione di studi storici e sociali', alcuni anni dopo lo stesso gruppo, integrato da altri elementi darà vita al Salón Literario, cui parteciperà Marcos Sastre, e finalmente per im­pulso del poeta e prosatore Esteban Echeverrf a, ritornato da Parigi in patria, si fonderà la Associación de Maya, che dal campo storico e letterario passerà in quello più strettamente politico. Ricordiamoci i pochi nomi or ora citati perchè saranno gli stessi che in forme diverse saranno quelli più ricettivi alla cultura italiana che, accanto come si è visto* a quella francese, entrerà ora a far parte del bagaglio intellettuale della nuova generazione argentina. In questo momento si può osservare infatti che mentre l'Eoheverrfa pub­blica la Elvira e i Consuelos, tipici esempi del romanticismo importato dalla Francia, l'argentino Miralla pubblica la traduzione delle Ultime lettere di