Rassegna storica del Risorgimento
AMERICA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
<
1954
>
pagina
<
636
>
636 lgn ozio Weiss
farmacista. Un altro professore piemontese, compromesso nei moti milanesi, il novarese Fabrizio Ottavio Mossotti, si trasferirà a Buenos Aires, chiamato dal Governo per l'insegnamento dell'astronomia e sarà il fondatore del primo osservatorio astronomico sulle sponde del Piata. Nel 1828 giungerà in Argentina il giovane ingegnere Carlo Enrico Pellegrini, savoiardo di Chambcry, fuggito da Torino nel 1821, dopo aver preso parte al moto di San Salvano, mentre frequentava l'università nella capitale piemontese. Il Pellegrini, che si stabilirà definitivamente a Buenos Aires, non eccellerà per la progettazione dei lavori idraulici, per i quali era stato ingaggiato, ma diventerà in un primo tempo l'illustratore grafico della Buenos Aires d'allora, sarà il ritrattista più in vista dell'alta società bonaerense, e più tardi, saràPeditore di una importante rivista (la Revista del Piata) e il costruttorearchitetto del primo teatro Colon.
Ma il personaggio che più forte influenza ebbe nello sviluppo della cultura argentina, nel campo degli studi storici, sociali e politici fu, senza alcun dubbio, un esule napoletano, che lasciata Napoli dopo la restaurazione borbonica ed emigrato a Ginevra e a Parigi, venne ingaggiato dal rappresentante di Bernardino Rivadavia per dirigere a Buenos Aires il giornale ufficiale del governo presidenziale, giornale che ebbe brevissima vita, corrispondente alla brevissima vita della prima presidenza. Ma l'esule napoletano, Pietro de Angelis, non ritornò più in Europa e, dopo un soggiorno di oltre treni*amai in Sudamerica, dopo esser passato per vicende liete e tristi, dopo aver esplicato un'attività di primo ordine nei più diversi campi dello scibile, chiuse i suoi occhi a Buenos Aires nel 1859, esaltato dagli uni, avversato dai più e discusso ancor oggi, mentre nella sua patria d'origine è rimasto quasi sconosciuto ed è tuttora un dimenticato.
Aveva già trascorso più della metà della sua vita il de Angelis, quando sbarcò a Buenos Aires. A Napoli, muratiano fervente, era stato precettore dei figli e delle figlie di Gioacchino Murat, era stato Consigliere dell'Intendenza di Napoli, e professore alla Scuola politecnica. Affiliato probabilmente alla Carboneria, lascia Napoli, dopo che durante la restaurazione borbonica aveva ricoperto alcune cariche nell'esercito e nell'annninistrazione militare, e lo si ritrova a Parigi, nuovamente chiamato a compiti ufficiali presso l'ambasciata napoletana, durante il breve periodo in cui il governo costituzionale napoletano tenta di organizzare le sue relazioni con gli stati esteri dopo l'incruenta rivoluzione del 1820. Abbandonata, dopo la nuova restaurazione borbonica, l'attività diplomatica, si rimette ai suoi studi collaborando alla Bìographie Universelle Ancienne et Moderne e alla Biographie portatine, nelle quali portano la sua firma centinaia di biografie relative soprattutto a personaggi italiani d'ogni tempo. Collabora col Conte Orlon? nella stesura del suo libro sulla storia di Napoli. Mette a disposizione del Michelet la sua biblioteca, quando il giovane storico francese decide di effettuare la traduzione delle opere di Gian Battista Vico.
A Buenos Aires il de Angelis incornicia la sua attività come giornalista, redigendo, insieme col letterato spagnolo José Joaqufn de Mora, la Crònica politica y literaria de Buenos Aires, che durerà sette mesi, e il Conciliador di cui uscì un numero solo. Caduto Rivadavia e avendo il governo del suo successore annullato i contratti che erano stati stipulati coi due redattori del giornale ufficiale, il de Angelis fonda tre istituti d'educazione: il Collegio