Rassegna storica del Risorgimento
AMERICA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1954
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pagina
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638
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638 Ignazio Weiss
di Vicente Fidel Lopez, nel Diario del giovane Bartolomeo Mitre, si trovano accenni e considerazioni sull'opera del Vico, tali da smentire guanto José Jugenieros affermava, che il tentativo di Pietro de Angelis di diffondere in Argentina le teorie di Vico fu un tentativo sterile e che in nessuno scrittore dell'epoca aveva egli trovato menzione del celebre filosofo della storia.
Durante gli anni seguenti, quando Juan Manuel de Rosas eserciterà, nel suo secondo periodo governatoriale, una dittatura ferrea all'interno e una politica nazionalistica verso le potenze europee che tentavano di affermarsi, almeno economicamente, nei paesi del Piata approfittando delle beghe interne, a Montevideo, e delle tendenze indipendentistiche di alcune Provincie della Confederazione Argentina, il de Angelis, nonostante i suoi precedenti liberali, ma forse attratto da un lato almeno della politica estera del Rosas, l'indipendenza nazionale, prende parte attiva alla vita politica e fonda giornali ai quali collabora attivissimamente, -viene nominato archivista dell'Archivio di Stato, scrive opuscoli sa questioni storiche che interessano la politica del momento, raccoglie per la prima volta le leggi e i decreti del Governo dal 1810 in poi, partecipa ad appassionate polemiche politiche, scrive una memoria sulla pubblica finanza, si occupa di studi Bulle lingue indigene, raccoglie una biblioteca ricchissima di libri e manoscritti, apporta il suo contributo agli studi geografici, intrattiene un'abbondante corrispondenza con gli uomini politici e con gli scienziati più in vista sia americani che europei. Durante l'ultimo periodo del Governo ro-sista, fonda e redige VArckivio Americano, importantissima rivista scritta in tre lingue per difendere la politica di Rosas all'estero e soprattutto in Francia e in Gran Bretagna, fungendo da contropropaganda alla divulgazione antìrosista degli emigrati argentini di Montevideo, del Chile e della Bolivia. L'Archivio Americano è una miniera inesauribile di notizie storiche, che oggi sta ripubblicandosi a Buenos Aires e costituisce una fonte insostituibile per la ricostruzione storica di un periodo decennale delle vicende argentine. Nessun argentino perdonò al de Angelis, ne gli perdona oggi ancora, di aver servito il dittatore Rosas, ma sarebbe ormai tempo che, messe da parte le passioni di allora, si riconoscesse l'incontestabile affermazione che l'influenza avuta da Pietro de Angelis nello sviluppo della cultura in Argentina è stata di prhn'ordine sia nel campo dell'istruzione che in quello degli studi storici e politici, tanto nel giornalismo, quanto negli studi geografici ed economici, esempio di serietà ed iniziativa, che portò frutti che oggi ancora sono indispensabili per il ricercatore e lo studioso della cultura e della storia delle regioni del Piata.
Mentre a Buenos Aires Pietro de Angelis, la figura certamente più eminente dell'emigrazione italiana dell'epoca, difendeva la politica estera del Rosas, nell'altra sponda del Piata, a Montevideo assediata dal Generale Oribe, si creava un altro fulcro di italianità, dovuto agli esuli italiani riuniti in legione agli ordini di Garibaldi, per difendere la piazza di Montevideo contro gli eserciti riuniti di Oribe e di Juan Manuel de Rosas.
I giovani liberali argentini erano emigrati in gran parte a Montevideo. Tra questi possiamo contare più di un italianizzante. Ci piace ricordare ancora una volta i nomi di Juan Maria Gutiérrez, di Miguel Cane e di Bartolomeo Mitre, il futuro Presidente della Repubblica Argentina e traduttore della Divina Commedia. La giovane emigrazione argentina porta a Monte-