Rassegna storica del Risorgimento

AMERICA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1954>   pagina <639>
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Voci d'esuli dal Rio della Piata
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video le sue idee nuove direttamente derivate dal romanticismo francese e le inserisce nel movimento e negli ideali dei più vecchi unitari diBuenos Aires che si raggruppavano intorno alle figure di Juliàn Segundo de Agiiero e dei fratelli Varela, anch'essi emigrati. A Monte video però un altro elemento si aggiungerà, a completare la concezione romantica della vita da un lato, e a incrementare dall'altro gli ideali politico-sociali strettamente legati al romanticismo': l'ideale della libertà individuale, della indipendenza nazio­nale, della sovranità popolare, l'opposizione alla tirannia, all'assolutismo personale o di classe. Non c'è dubbio che a questo aspetto della visione politica e sociale dell'epoca ha non poco contribuito la presenza e l'opera di figure notevoli dell'emigrazione europea e tra queste dell'emigrazione italiana. Le idee mazziniane, ad esempio, diffuse prima attraverso gli scrit­tori francesi e più tardi, dai suoi adepti direttamente, hanno avuto un'in­fluenza decisiva non solo nella redazione dei principi formulati da Esteban Eeheverria nel suo Dogma socialista, ma anche nella mentalità e nella attività pratica di molti giovani intellettuali argentini e uruguaiani, che avranno un'influenza determinante negli avvenimenti politici della loro patria negli anni seguenti. Esisteva anche effettivamente, in un certo senso, un parallelismo tra la situazione in cui si trovava l'Italia in quegli anni e il momento storico per il quale passava la Confederazione Argentina e la vicina Repubblica Orientale. In Italia, al nord e nel sud, un fervido movi­mento per l'indipendenza dalla dominazione straniera, per l'unità nazionale, per la costituzione di uno stato politico stabile e definitivo; nell'Argentina e nell'Uruguay la lotta contro la dittatura del Rosas, per un'organizzazione nazionale liberale e indipendente dalle elassi dirigenti reazionarie, legate a sistemi di governo che potevano, con un po' di buona volontà, essere messe a confronto col governo assolutista degli Absburgo nelle provincie del nord o col governo retrogrado delle Due Sicilie nel sud.
Una delle figure in cui più compiutamente pareva incarnarsi l'ideale dell'uomo vaticinato dal Mazzini era proprio quella di Giuseppe Garibaldi, cui il destino aveva riservato il compito di divulgare, col suo esempio, in molta parte del nuovo e del vecchio mondo gli ideali mazziniani, combat­tendo disinteressatamente per la libertà e l' indipendenza in America e in Europa. La personalità dell'eroe dei due mondi non poteva non im­pressionare uno spirito così aperto e avido di libertà com'era quello del gio­vane Bartolomeo Mitre, ufficiale di artiglieria dell'improvvisato esercito che difendeva Montevideo, a cui la figura di Garibaldi doveva apparire come la rappresentazione viva e operante dello spirito dell'Italia rivoluzio­naria combattente per la sua indipendenza ed unità.
La prima volta che lo vidi dice Bartolomeo Mitre, rievocando i suoi ricordi dell'assedio di Montevideo fu quando aveva già abbandonato il servizio presso la repubblica di Rio Grande, dove aveva lasciato una fama romanzesca per il suo coraggio e per la sua altezza morale. Brindava con altri proscritti italiani intonando Vinno della Giovane Italia, accompagnandone il coro con voce dolce e vibrante, mentre con un pezzo di pane mangiava una saba d'aglio preparata alla genovese e beveva deWacqua pura. Mi fece Vhn-pressione di un uomo che aveva in se stesso la sacra ebbrezza e che non necessitava di nessuno stimolo esterno per elevarsi nelle regioni dell'entusiasmo sereno.