Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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646
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646
Piero Zania
Nemmeno il più maligno dei lettori potrebbe scoprire espressioni di irriverenza o di semplice rimprovero. Anzi, il lettore è costretto ad ammirare il repubblicano Comandali, che non risparmia critiche al governo della monarchia nei suoi uomini e nei suoi metodi, e che sempre salva da quelle cri* ticbe la persona del re.
Vi è poi ima circostanza che non può essere taciuta, e cioè che la decisione di distruggere il lavoro non fu presa nell'immediato domani della tragedia. Difatti nella parte del libro rimasta in bozze, e precisamente nella terza pagina delle bozze medesime, si vede aggiunta in calce al foglio una nota di mano del Gomandini in cui viene data notizia che la Rea! Casa ha acquistato a Monza l'area dove era avvenuto il delitto per erigere quivi una Cappella espiatoria, non diversamente da quanto aveva fatto Francesco Giuseppe imperatore, che aveva acquistato, per erigervi una Cappella espiatoria, l'area dove già sorgeva il Ringtheater distrutto l'8 dicembre 1881 da uno spaventoso incendio.
H regicidio era dunque avvenuto, e ciò non ostante il Comandine continuava a correggere bozze ed alludeva serenamente al grave fatto, e non c'era ancora in lui l'idea della totale distruzione del volume.
E allora ?
Allora noi non sappiamo e non osiamo indagare più oltre per scoprire i motivi del dramma che, dopo il luglio del 1900, agitò l'animo del Comandini. A nulla gioverebbe un'indagine che non ha una traccia sia pur vaga da seguire, che non ha documenti o testimonianze di intimi. Testimonianze che non possono offrire se siamo bene informati nemmeno i familiari ed i discendenti di Alfredo Comandini.
Forse una domanda può ora presentarsi, e cioè come sia sfuggita alla distruzione la copia, la sola copia e incompleta, del volume. Ma in questo interrogativo prevale la mera curiosità sull'interesse culturale, e però ci limitiamo a rispondere che il salvataggio avvenne all'insaputa dell'Autore, e che poscia le premure e le cure dei familiari valsero a preservare il pregevole cimelio da ogni altro pericolo. *)
La copia che abbiamo in esame, oltre il frontespizio, sul quale sono le indicazioni bibliografiche (autore, titolo, tipografia e data) già riferite, comprende, subito dopo, la settima pagina della prefazione dettata dall'Autore, pagina che è anche l'ultima della prefazione stessa. Per cui mancano sci pagine di prefazione. Segue l'indicesommario, che va da pagina Vili a pagina XII ed è mancante della pagina XIII, che, probabilmente, non venne tipograficamente composta. Prefazione ed indice sono in carta da bozza, ma non recano correzioni.
Segue con altra numerazione il testo, che va, ininterrottamente e nell'edizione definitiva, da pagina 1 a pagina 576. A questo punto incontriamo una grave lacuna di proporzioni imprecisabili riguardante i seguenti avvenimenti che si desumono dall'indice-sommario: la questione dell'esercizio ferroviario da Baccarini a Genala il trasformismo fatto compiuto la crisi
*) Geloso e sicuro custode e proprietario del volume è l'avvocato Federico Comandini, dimorante a Roma, figliuolo dell'ori. Ubaldo, che era cugino di Alfredo. Egli ha consentito, con tutta fiducia e spontaneità, che io tenga presso di me il prezioso esemplare; e qui desidero di rinnovargli l'espressioni; della mia gratitudine, anche a nome degli studiosi.