Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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704
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704 Libri e periodici
devastazioni di negozi di austriacanti e con l'inevitabile abbattimento e strascinamento in tutte le dimostrazioni delle L R. insegne, ne erano nna prova. I Marcolini esaltavano Venezia e l'Italia, si opponevano fieramente ai Gamberi conservatori e fautori dell'Austria, facevano del coro dei Lombardi il loro inno di guerra come i liberali della Penisola, sulle colonne de La Dalmazia costituzionale respingevano i consigli e gli allettamenti di Zagabria per l'unione della Dalmazia alla Croazia ed esasperavano autorità e reazionari con lo sbrigativo ritmo di
Tirile in qua, tir ite in là: Viva l'Italia, la libertà!
Anche se fatti decisivi non accaddero e il fallimento della prima guerra per l'indipendenza rese vani quell'entusiasmo e quell'ardore, la Luogotenenza della Dalmazia , che sostituì il precedente Governo nel 1852, non mancò di tener gli occhi addosso a quanti, nativi o per vario motivo residenti a Zara, risultavano pregiudicati perchè partitami italiani. Da questo punto di vista il Prospetto dello stato dei compromessi politici del Circolo di Zara per il 1855 è particolarmente interessante (pp. 102-107). Dei nomi ricordati nell'elenco (38 dei quali appartengono a Zara, 15 ad altre località della Dalmazia o della Venezia Giulia, 9 al Lombardo-Veneto, 1 a Praga, 1 a Sighet, 1 a un centro non precisato dell'Ungheria) 8 si riferiscono a possidenti e altri 8 a possidenti, che non sdegnavano, però, di esercitare altra specifica attività. Cosi uno era maestro di musica, un altro avvocato, tre negozianti, uno notaio, uno tipografo, uno, il Salghetti, fabbricante di rosoli e... pittore accademico. Troviamo poi 2 negozianti, 1 avvocato, 1 ingegnere, 1 farmacista, 1 orefice e un altro pittore accademico , ai quali sono da aggiungere, quali rappresentanti delle minores gentes, 1 caffettiere, 1 calzolaio, 1 falegname, 1 venditore di pane, 1 artista in capelli , 1 scritturale privato e 2 agenti , 1 speculatore , 1 capoparte , 1 campanaro e 2 battellanti. Ma il numero maggiore, 30, è rappresentato da funzionari o impiegati dei vari uffici pubblici, comunali, o di Governo: i praticanti municipali o alla Procura di finanza e gli aggiunti pretorili e censuari e quelli ai Luogotenziali uffici d'ordine, s'accompagnano agli ascoltanti in tribunale, ai computisti, della i. r. Ragioneria e agli ufficiali di quella provinciale, ai diurnisti al censo, agli ufficiali della tesoreria e a quelli delle poste, ai commissari e segretari circolari, ai cancellasti di guerra, agli archivisti delle mappe e agli scrittori municipali, ai sotto ispettori delle imposte, ai commissari all'estimo. Ma questo era il menu frétin della burocrazia, che pesci ben più grossi faceva incappare nella rete dei sospetti politici, dal medico comunale, Bettini, e da quello delle carceri, Trigari, al consigliere d'appello Arneri, di Corsola, dal mantovano ispettore delle fabbriche, Aporti, al de Medici, della Direzione edile, dall'ingegnere distrettuale Fonda, di Pirano, all'ex i. r. direttore delle poste Bòhm, di Praga. E perchè nessuna categoria mancasse, ecco Giacomo Chhidina, da Traù, redattore del foglio ufficiale, la Gazzetta di Zara.
Un tipo poco raccomandabile, per la polizia, quel campanaro del Duomo, Carlo Cosmacendi, che viene definito nell'elenco ultra liberale, dimostratosi nemico del governo austriaco, faceva parte, come uno dei capi, delle battarclle ed altri disordini per cui fu anche condannato. Ma che dite, allora, del ricordato doti. G. B. Bellini? Fu sempre il promotore o alméno il complice delle battarelle ed altri disordini successi a Zara. Nemico al governo, promulgava tutte le notizie sfavorevoli ed occultava quelle a di lui vantaggio. Declamatore ostinato ed appunto contro il governo sostenne lotte accanite, contro quelli che pensavano altrimenti ed avevano diverse opinioni. E quel Cristoforo Medovich,