Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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706
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706 Libri e perioditi
un sol corpo, e tutte rivedute sugli autografi o sugli apografi o sulle stampe, lo lettere delle silloge più note e le molteplici sparse in centinaia di periodici e di pubblicazioni occasionali non sempre facilmente reperibili ncanco nelle maggiori biblioteche.
E d'ogni lettera a pie di pagina è detto donde il testo è stato tratto e quali lezioni sono state messe a confronto per la ricostruzione del testo quando gli apografi eran più d'uno e quali edizioni sono state consultate; e di ogni allusione nella lettera stessa a fatti o a persone del tempo, anche oscure o dimenticate, son date ampie e precise notizie. E alle lettere del poeta sono state intercalate (novità codesta di rilevante importanza) non poche dei cuoi corrispondenti, perchè possano giovare a quelle di efficace illustrazione; e alcune sono pregevolissime per il loro contenuto e per la bellezza della loro forma o hanno in sé un parti colar valore per la fama delle persone che le scrissero. Un'edizione, insomma, propriamente critica, che fa onore agli studi italiani.
Certo, non tutto vi è perfetto; né poteva essere perfetto se si considerano la vastità e le difficoltà di varia natura dell'impresa, cui il Carli si è accinto con esemplare fervore e con illuminato spirito di sacrificio. In verità non pochi appunti sono stati fatti al primo apparire di codesti due volumi, soprattutto riguardo la descrizione e la definizione degli apografi e la legittimità degli ordinamenti: tra l'altro, la sistemazione delle lettere all'Arese è parsa condotta con criteri essenzialmente soggettivi. E anche i Regesti, collocati alla fine di ogni volume, nei quali il Carli ha voluto raccogliere documenti vacii relativi alla vita dello scrittore o lettere frammentarie o parti da lui inserite in lettere altrui, son stati giudicati di scarsissimo interesse; comunque, del tutto inadatti, nella lor forma antologica e riassuntiva, in un siffatto lavoro. Non è il luogo questo di entrar in merito a polemiche che trattano argomenti cosi ardui e delicati; d'altra parte lo stesso Carli ha risposto ripetutamente alle critiche mossegli da più parti dando le ragioni più esaurienti del metodo seguito nelle sue lunghe ed aspre fatiche. Piuttosto ci par giusto si debba essere sommamente grati al Carli per averci donato, checché si dica, quest'opera tanto singolare e vitale, che darà modo di ricostruire, al di sopra dei frivoli aneddoti e dei pettegolezzi dei biogran antichi e recenti, la vera figura umana del Foscolo e di cogliere il segreto di tutta la sua storia, che è, nel tempo istesso, il segreto della sua poesia. Figura indubbiamente tra le più complesse e perciò tra le più discusse: violenta spesso e torbida, sconvolta per Io più dalle inquiete esperienze e dai rapidi moti del* l'animo, ma nobilissima, anzi eroica, sovrattutto per l'ansito incessante di liberazione verso un'armonia intellettuale e morale.
Già in questi due densi volumi è facile scorgere il lento, ma progressivo passaggio dal tumulto delle accese passioni e dai tormentosi conflitti interiori ad una più pacata meditazione e ad una più riposata calma dello spirito. Le prime lettere della raccolta risalgono alla fine del 1794, quando il poeta, da due anni a Venezia con la madre, già autore di canzoni, di inni, di odi, di elegie, frutto per lo più di reminiscenze e di imitazioni, stava meditando il Tieste. Sono dirette la maggior parte al bresciano Gaetano Fornasini, medico, poligrafo e autore di idee rivoluzionarie; al Monti, al Cesarotti, all'Ulivi o ad altri appartenenti al circolo cesarottiano. 11 pensiero in esse dominante è il pensiero della morte...H poeta confessa di essere malato di malinconia, di essere preso spesso da una tristezza terribile; solo trova conforto nei paesaggi taciti o nelle ombre notturne. Lo assale di solito un senso profondo di stanchezza: tutto gli par dubbio e dolore, e ili cuore gli presenta un incerto avvenite che non è lontano. Ma qua e là, tra i sentimenti incomposti e le oupe visioni, affiorano forti e fieri pensieri che dan segno della sanità fondamentale dell'uomo. E povero ed infelice, ma abborre gli aristocratici, l'antico lor nome, le lor fogge inventate onde atterrare la libertà, si vanta di non aver mai prostituito l'ingegno al potere