Rassegna storica del Risorgimento
GUARIGLIA ANTONIO
anno
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1918
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pagina
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263
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U diario e i documenti di un compagno di fra Diavolo 263
delle masse per tutto il Regno . Un ordine emanato a nome del Re xìal commissario di Campagna, in data del 3 febbraio 1806 (riferito dall'Amante nel suo bel lavoro su Fra Diavolo a pag. 344) disponeva che il famoso capo massa e gli altri incaricati dei battaglioni volanti non facessero alcun movimento né resistenza contro la detta armata. Infetti i soldati spediti in Salerno non furono ricevuti, ma licenziati senza paga : dovè esso Guariglia sborsare ducati 138 di denaro proprio. Spedi un corriere in Napoli il Guariglia e recò, nel ritorno, la notizia dell'ingresso dei Francesi in Napoli ai 13. Si seppe poi che il Principe ereditario sbarcato fosse a Saprì. Prese una barca appo--sta. Sbarcato in Sapri non trovò il Principe ed andò a raggiungerlo nelle Calabrie a Morano. Fu ricevuto con piacere ed ebbe l'ordine di unire della gente nel Cilento e condurla in Lagonegro e raggiungere lui in Cosenza. Giunse di ritorno in Cilento l'ultimo di febbraio. Cercarono i male intenzionati di frastornargli il disegno ed averlo in mano. Ma in due soli giorni uni 150 persone pagando di suo denaro, non avendo potuto averne dal colonnello Cancellieri, a cui da Sapri aveva spedito l'altiere Mazzarella. Che saputosi dai patrioti aver Guariglia unita gente per la spedizione delle Calabrie, subito il capo del complotto dei patrioti non solo della Valle del Cilento, ma dell'intera provincia di Salerno ed altri luoghi, vale a dire la famiglia Mazziotti, chiamò nella sua patria, Gelso, tutti quelli del suo partito da quei paesi (sopprimo ì nomi per brevità) con l'idea di battere il Guariglia. Jn casa di detto Mazziotti si son fatte di contìnuo unioni patriottiche, dirigendo tutti. Le loro reità di Stato nel '99 sono note al Governo ed in questa nuova invasione dei Francesi hanno chiaramente spiegato il loro carattere come hanno fatto tutti gli altri di tale partito. Ai 3 marzo parti alla volta di Lagonegro. Giunto in Sapri ai 6 marzo si seppe la sera, per mezzo di staffetta, che il campo di Lagonegro era stato sbandato dai Francesi. Si accampò la notte su di una montagna, per ritirarsi poi alla volta di Maratea. La notte del 7 si viddero calare 350 Francesi in Sapri. Si impostò il Guariglia sulle montagne. L'inimico non osò di attaccarlo (!). Prosegui il cammino per strada incognita, marciando giorno e notte : giunse in Gasalena, Mi in Santa Domenica (paesi della provincia di Cosenza) dove trovò Rocco Stoduti (tenente colonnello delle masse) con 170 individui. Proseguirono insieme il viaggio per raggiungere in Cosenza il Principe ereditario. Giunti in Belvedere, cominciarono a trovare truppe shandate di Lagonegro e Campotenese, indi pervenenero a Cetraro e di là a Paola, dove non vollero (gli abitanti) dargli niente per timore, come dissero, dei Francesi, che giunti in Cosenza, dovevano nel di seguente essere
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