Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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708
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708 Libri e periodici
sato a stendere della sua nuova avventura d'amore una specie di diario letterario; ma piuttosto pare a me che si abbia a vedere nel carteggio, che anche sotto questo aspetto ha un'importanza di prim'ordiue, quel processo di deificazione che diverrà il motivo fondamentale dell'ode All'amica risanata. E son molteplici le prove. Egli chiama spesso la donna con l'alt ri buio di divina , di celeste creatura , di angelo; più volte ritira gli occhi da lei pieno di spavento perchè si avvede che la sua fantasia comincia a crearsi una divinità. Forse (scrive un giorno) essa fu solo proprio una creatura del suo pensiero, ma soggiunge (e la cosa par degna di nota): la tristezza degli uomini e la infelicità della mia vita non mi fanno sperare più che nell'illusione, ed io amo di accarezzare quest'idolo lusinghiero. L'illusione! Cosi amò il Foscolo: non per dar sfogo soltanto, come si è scritto, agli istinti sensuali (e in ciò credo molto si sia esagerato) e non perchè scoprisse nelle donne virtù particolari, ma per le loro grazie e per la loro bellezza, nelle quali cercava di trovare il conforto allo spirito guerriero che dentro gli ruggiva.
L'ardore per la Antonietta si attenuò a poco a poco, ma a stancarsi fu prima In donna, preoccupata forse delle ciarle che si facevano a Milano, se pure non si trattò di qualcosa di più che semplici ciarle. Comunque il distacco anche stavolta fu doloroso per il Foscolo, a cui parve (son sue parole) di non poter resistere alla idea di averla perduta per sempre. Forse nuovi tormenti e nuove colpe, di cui peraltro non v'è nell'Epistolario alcuna traccia. Nel 1804 (la prima lettera porta la data del 23 agosto) lo troviamo in Francia, capitano di fanteria presso la Divisione-italiana del corpo di spedizione apprestato da Napoleone per invadere l'Inghilterra. La corrispondenza del poeta da Valenciennes, da Calais e da Boulogne è interessantissima perchè dà prova della grande dignità con cui egli difendeva nei suoi rapporti con le autorità francesi la riputazione dell'Italia e delle cure affettuose che prodigava ai soldati affidati al suo comando. Non si stanca di richiedere i mezzi perchè non manchi loro la paga giornaliera tanto più che sono estenuati dal lungo viaggio e afflitti ancor più dalla stagione e di raccomandare che essi siano meglio coperti e soprattutto calzati per evitare i mali prodotti dalla comodità e dalle intemperie singolari del paese e che siano provveduti tutti di camicie, di cui molti mancano, per evitare l'indecenza e il sudiciume . Il 13 febbraio 1805 scrive al Generale Comandante la Divisione di Calais: So che i Corpi sogliono riguardare i Depositi come un ammasso di pezzenti; ma vera o falsa questa opinione, io non soffrirò mai che il soldato, qualunque siasi, sotto i miei occhi abbia a vergognarsi della propria persona ed invocherò con tutto il vigore il vostro aiuto per osservare quelle leggi che pagano il sudore del soldato e lo proteggono dalla brande .
Gli anni della Francia non furono inutili per la sua formazione spirituale. È ormai passata la prima giovinezza, si sono placati i deliri romantici, la malinconia si è fatta men tetra, svaniscono i cupi fantasmi. E anche il fisico si è irrobustito e quasi ringiovanito. Sente il bisogno di far qualcosa di utile e di vivo e poiché non può far nulla con le armi, si immerge negli studi con la speranza di giovare almeno con hi cultura alla patria. La consuetudine con gli inglesi internati nel campo di concentramento di Boulogne gli offre l'occasione per imparare la loro lingua; s'impadronisce ben presto dei testi e la lettura del Viaggio sentó-mentale di Lorenzo Sterne, di cui darà una traduzione italiana in una prosa perfetta, gli apre la via a più rasserenanti riflessioni. Avviene cosi il distacco dall'Ortis e ai matura gradualmente nell'animo del poeta attraverso l'assiduo contatto omerico e il contatto rinascimentale (su cui ancora molto c'è da dire) e attraverso un lungo e fondamentale lavoro teorico quella nuova poetica che avrà una grande influenza sulla condotta del Carme
Alla fine- del 1805 lo ritroviamo in Italia, ove ritorna per un periodo di congedo con; il mantenimento degli assegni, ottenuto dal protettore ministro Caffarelli.