Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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710
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710 Libri e periodici
l'indagine particolare attorno ad un momento ueìla; storia ideilo spirito, ma ricostruzione di lutto il processo formativo della coscienza del grande Lombardo avvenuto nel eorso di lunghi decenni dì drammatico doloroso travaglio, ci ha dato recentemente Bruna Boldrini, condensando in trecento pagine i risultali di anni dì lavoro sui testi e sulla imponente, vorrei dire sterminata bibliografia sull'autore dei Promessi Sposi. Si desiderava appunto in quella bibliografia un'opera come quella della Bollirmi chea partendo da un esame attento di tutta l'opera manzoniana, dalle poesie giovanili ai capolavori artistici della maturità, dai primi scritti etilici alle più vaste dissertazioni storiche e speculative, dalle lettere alle testi* monianze dei contemporanei e da una revisione di tutta la letteratura critica, ricostruisse anno per anno il formarsi della coscienza etico-storica dello scrittore. A quest'opera di ricostruzione ostavano non pochi pericoli: innanzi tutto la stessa grandezza e complessità della personalità manzoniana il cui processo formativo ed il cui svolgersi non sono facilmente individuabili nella vasta selva della documentazione testuale, dell'epistolario, delle testimonianze ecc., in secondo luogo la tendenza che affiora in chiunque studi il nostro più grande autore cattolico dei tempi moderni, a farne un solido punto d'appoggio, una base da cui partire per la lotta ancora in corso fra sostenitori dell'ortodossia e difensori del giansenismo manzoniano; in terzo luogo la possibilità di spostare i limiti della ricerca storica sul piano della ricostruzione biografica o dell'apologetica cattolica, come accadde, ad esempio, al Fossi in qualche parte della sua pur importantissima Conversione di Alessandro Manzoni . La Boldrini ha superato brillantemente Ogni ostacolo, riuscendo con fine discriminazione a porre in discussione quel tanto dei vari problemi manzoniani ch'era essenziale ai fini del suo lavoro; ne è nata cosi un'opera inforni atissima, lucida e feconda di buoni risultati, che noi tenteremo, nei limiti che ci sono consentiti, di esporre, accompagnandoti con i nostri consensi e con qualche lievissima riserva. IL Manzoni giovanissimo ebbe interesse vivo per i problemi etici e storici, cui lo avviò l'amicizia di Vincenzo Cuoco fuggiasco da Napoli, esule a Milano. Fu appunto questa sua particolare formazione culturale, più accentuala in senso etico che speculativo, a diminuire in lui la portata dell'influsso degli ideologi francesi: Cabanis, Fauriel, ecc. A quest'ultimo iu speeie si deve però riconoscere grande importanza quale guida spirituale del giovane Alessandro negli anni precedenti la conversione. Il Fauriel ancora più del Thierry ha fatto sorgere nel Manzoni la vocazione agli studi storici, fornendogli il severo metodo dell'indagine coscienziosa dei fatti. A proposito della conversione che è il fatto fondamentale nella storia dello spirito manzoniano, giustamente la Boldrini prende posizione contro le spiegazioni miracolistiche. Essa è una vera e propria conversione storica, ascesa lenta e graduale di un più fervido sentimento e di un più vigoroso pensiero che esclude ogni antitesi con la precedente formazione del suo spirito. Con la conversione egli sente di realizzare una liberazione che si traduce in un liberalismo etico che darà un particolare tono a tutta la sua vita spirituale, dì cercatore di Dio (p. 276). Dalla conversione nascono le grandi opere poetiche, la Morale Cattolica opera scaturita da un intimo convincimento e non per l'imposizione di Monsignor Tosi, come qualcuno ha sostenuto, e che la Boldrini difende contro la nota svalutazione crociana. Il ritorno alla fede ed il bisogno di chiarire a se stesso le verità abbracciate accentuano nel Manzoni quelle tendenze speculative dimostrate fino dalla prima giovinezza: questa natura filosofica coesiste nel Manzoni accanto a quella poetica (il Sentir Messa, le postille e i frammenti di studi ulta dottrina del Locke e del Condillac, la Lettre al Cousin ecc* si col locano fra il 1829 e il 1830 che sono gli anni della più fervida creazione artistica); con il procedere degli anni esauritasi la fantasia del poeta, i problemi gnoseologici, etici ed estetici occupano completamente l'attività dello scrittore: l'incontro e l'amicizia col Rosmini si pongono al centro di questa attività degli anni della maturità e della estrema