Rassegna storica del Risorgimento

UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno <1954>   pagina <711>
immagine non disponibile

Libri e periodici 711
verrinai a. Nascono la seconda Morale Cattolica e l'Appendice al capitolo UT, il Dialogo dell'Invenzione. All'analisi dei rapporti Ira il filosofo rovcretano ed il poeta milanese la Boldrìni ha dedicato pagine interessanti ed originali, tra le migliori del libro. Notevoli anche quelle sol liberalismo politico e pedagogico manzoniano alla cui formazione il rosminiunesimo contribuì il liberalismo man­zoniano concorda con anello rosminiano nella rivalutazione dei diritti della per­sonalità alla luce della tradizione religiosa da cui lo spirito trac incentivo alla sua libera e spontanea esplicazione. Ma il suo liberalismo più moderno di quello del Rovcretano, ci ricorda quasi quello del Mazzini per il concetto spiritualistico di nazione quale unità non solo politica fra i vari stati italiani come l'intendeva il Rosmini, ma essenzialmente morale, nella quale i rapporti fra gl'individui si trasvalutavano in qnel superiore valore che è la comune coscienza dì un popolo (p. 260).
Su queste linee, tracciate con mano sicura la Boldrìni ha condotto la sua dotta e fruttuosa ricerca, i cui risultati, a nostro avviso, debbono sostanzialmente essere accolti. Se qualche appunto si pnò fare all'autrice, esso non altera la totalità del consenso. La porte dedicata all'esposizione delle teorie rosminiano, poteva essere contenuta in pia breve spazio qualche citazione richiedeva l'autorizzazione di testi criticamente più sicuri. Ma, eccetto qualche piccola menda, il libro della Boldrini è testimonianza probante di quanto la serietà dell'impegno e la sicurezza del metodo possano giovare agli studi storico-letterari contributo veramente nuovo ad una conoscenza più profonda del Manzoni e stimolo a leggere o rileggere quegli scritti dell'autore che la grandezza della sua opera maggiore ha sempre lasciato un poco nell'ombra. GIANCARLO D'ADAMO
CARLO PISCHEDDA, L'azione mazziniana in Piemonte e il Governo sardo nel settembre-ottobre 1848, in Scritti varii della Facoltà di Magistero di Torino, 1950, p. 32; L'attività politica del Cavour dopo Villafranca, agosto 1859-gennaio 1860 ivi, 1950, p. 39.
Due saggi di argomento diverso, ma suscettibili di essere segnalati insieme, perchè dettati da un identico interesse per l'analisi e la ricostruzione paziente, preciso, sottile di episodi e momenti storici fondamentali del nostro Risorgimento. Ed anche perchè frutto di uno stesso metodo, che tende a restituire fatti non bene studiati, o erroneamente interpretati in passato, alla loro versione più rispondente ad un esame completo e, per quanto possibile, obiettivo > degli elementi dispo­nibili. Elementi, nella cui ricerca si rivela l'attenzione vivissima del P. a tutti gli spunti e i filoni utili e l'acuta intelligenza dei nessi, che possono ricollegare, attra­verso rapporti efficaci a chiarire gli eventi e gli atteggiamenti, materiali anche apparentemente slegati o disparati.
. Uno stile vivacissimo, assai mosso e abilmente modulato nelle cesure dei periodi e delle proposizioni, consente poi al lettore anche meno provveduto di seguire l'indagine minuziosa con un interesso sempre desto e teso a cogliere il nocciolo dei problemi affrontati.
E non si pnò dire ai tratti di ricerca puramente erudita, incuriosita e quasi innamorata del fatto , poiché, anche se la prudenza del P. evita induzioni o deduzioni troppo generali ed è aliena dalla fraseologia del problematicismo storio­grafico, tuttavia appar evidente, al fondo delia fatica minuta e paziente, la chiara consapevolezza dei temi ideologici e politici dominanti. Qua e là, in questi saggi, si rivela inoltre la particolare preparazione del P. nei problemi militari, che lo fanno, anche per questo verso, il più agguerrito allievo del nostro maggiore storico del fenomeno bellico, Piero Pieri.