Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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714
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714 Libri e periodici
politica dal 1833 al 1860 è uscito ainora solo il 1 volume): dagli estratti ivi conservati si ha notizia di innumeri indagini da Ini compiute sugli aspetti vari dell'economia del sno tempo non solo in Italia, ma m piò Stati dell'Europa e persino dell'America (inchieste sull'agricoltura dell'Irlanda per nn saggio comparativo sulla Lombardia e sull'Irlanda; studio sullo Stato dell'Irlanda dopo il 1844; condizioni economiche della Sardegna; sopra alcune istituzioni agrarie dell'Alta Italia; studi sul credito fondiario agrario; frammenti di studi intorno ai canali navigabili; me* moria sull'uso strategico delle acque di irrigazione; storia di una casa di correzione; sul contrabbando dei tabacchi in Svizzera; sull'industria di Birmingham; frammenti dell'opera Del pensiero come principio di economia ecc.)*
Peraltro uno dei suoi studi prediletti, cui tenne fede tutta la vita, fu il problema delle ferrovie. Esso era collegato con la massima sua preoccupazione: la guerra! Perchè tutte le forze vive e tutte le circostanze terrestri e marittime della Patria venissero* efficacemente atteggiate alla sua difesa e alla sua gloria era anzitutto necessario (così scriveva al De Bassi 111 dicembre 1859) che si studiasse un rapido ed intenso sviluppo ferroviario. Solo un ordinamento giudizioso di ferrovie poteva offrire il modo di radunare opra un punto le masse armate del Paese . E due sistemi di ferrovie dovevano essere capitali, a suo avviso: e cioè la trasversale lombardo-veneta e quella che dai due mari della Penisola tende direttamente alla grande valle del Reno. Ciò spiega perchè egli si sia occupato con fervore infaticabile della strada ferrata del Gottardo (cartella 38), delle ferrovie transalpine (cartella 39) tra Locamo e Bellinzona, dalle Alpi Elvetiche all'Europa centrale, da Ginevra al Capo di Costanza, e per più anni, dal 184546 al 1860 (cartella 40), abbia avuto particolarmente a cuore la bonifica del Piano di Magadino.
Ma, forse, le cartelle 28, 29, 30, 31, 32 (o io erro grandemente) devono essere tenute in speciale considerazione da chi intende darsi ragione del posto onorevole che occupa il Cattaneo nel pensiero italiano dell'800. Esse raccolgono tutti i dati statistici e tutti i volumi e tutti i manoscritti di cui andò in cerca o che egli stesso promosse per la stesura delle Notizie naturali e civili della Lombardia, l'opera sua più perfetta e che è ancor oggi la più utile per conoscere le precise condizioni della regione prima dell'unità. Lavoro di gran peso, che rivela più di ogni altro suo, la profondità del suo intelletto. Positivista, egli mirò sempre all'organicità della scienza e riportò sempre i fatti all'uomo interiore. Cosi egli presentò la Lombardia non sezionata nella sua vita e nella sua -storia, ma mettendo in rilievo le strette relazioni che intercedevano al suo tempo tra tutti gli clementi -fisici ed economici di ogni specie (suolo, sottosuolo, agricoltura, industria, commercio e cosi via) e tutti gli elementi spirituali (politica, vita sociale, arte, poesia, musica, linguaggio) e tutti intendendoli e dominandoli con sicurezza incomparabile. Invero la sua mente elettissima fu in sommo grado mente di storico che mirava sovrattutto alla piena comprensione della realtà: solo dal terreno tutto storico e sperimentale (egli scriveva) deve sorgere la cognizione dell'uomo, la
quale indarno si cerca nelle latebre della solitaria coscienza.
MARINO CIRAVECNA
Carlo Montanari nel centenario del martirio 3 marzo 1953, a cura dell'Istituto Magistrale Statale C Montanari di Verona; Verona, 1952, in 8, p. 92. S. p.
CLAUDIO TOCNBTTI, Saggio di bibliografia su Carlo Montanari; Verona, 1953, in 8, p. 9. (Estratto dalla rivista Vita Veronese, a. VI, n. 6, 1953). S. p.
RAFFAELE FASAHARI, La prima detenzione di Carlo Montanari nelle prigioni di Mantova (il aprUe-23 maggio 1852); Verona, 1954, in 32, p. 22. (Estratto da Vita Veronese, a. VII, n. 3, 1954). S. p.