Rassegna storica del Risorgimento

UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno <1954>   pagina <715>
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Libri e periodici 715
RAFFAELE FASANAM, Il secondo arresto di Carlo Montanari ( 8-12 lùglio 1852); Verona, 1954, in 32, p. 15. (Estratto da Vita Veronese, n, VII, n. 4, 1954). Si p.
RAFFAELE FASANARI, Aleardo Aleardi al processo dei Martiri di Belfiore (6 ottobre 1852-19 marzo 1853); Verona, 1954, in 32, p. 31. (Estratto da Vita Veronese, a. VH, nijf 1954). S. p.
La celebrazione del centenario dei Martiri di Belfiore ha dato qualche risul­tato, anche in sede locale, meritevole di essere ricordato, con brevi studi, bihlio-grafie, e pubblicazioni di inediti. Anche se non sempre di grande valore storia-grafico, questi lavori sono tuttavia buon documento di amore per la storia della propria città e di appassionato ricordo delle figure più significative del nostro Risorgimento.
Del volume celebrativo, a cura dell'Istituto Magistrale di Verona, si possono ricordare alcuni contributi: sulla biografia del Montanari, e sui rapporti nel pe­riodo scolastico (1827-1829) a Verona tra il Montanari ed il Tazzoli. Sul Monta­nari poi, C. Tognetti ha raccolto 43 numeri in un breve saggio bibliografico, che va dal 1857 al 1953.
Ài rapporti tra la congiura di Mantova ed i Veronesi dedica da tempo la sua attività di studioso il Fasanari, che, nei saggi citati, mette a profitto i risultati delle sue ricerche, compiute soprattutto presso l'Archivio di Stato di Mantova.
Il Fasanari parla, infatti, della prima detenzione del Montanari a Mantova nel 1852, in relazione all'arresto del Bosio e del Bozzetti (anche perchè nel corso delFinchiesta Tazzoli erano emerse precise indicazioni a carico del martire vero? nese); e, relativamente al secondo arresto (luglio 1852), è riuscito poi a precisare le ragioni dell'arresto stesso, effettuato in data 8 luglio per conto della Corte marziale di Venezia (la colpa deve essere addebitata al veneziano Giovanni Paga-noni, che in data 5 luglio aveva rivelato la organizzazione dei Comitati di Venezia e del Veneto) e del mandalo del 12 luglio per conto della Corte di Mantova (dietro confessione del veronese Giulio Faccioli).
Implicato nei processi di Mantova è anche il poeta A. Aleardi, inviato veneto a Parigi nel 1848 ed in relazione con F. De Boni (anello di congiunzione tra il Comitato Nazionale di Londra ed i nuclei patriottici delle città del Lombardo-Veneto); anche per l'Aleardi vengono precisati i motivi della detenzione (ottobre 1852-marzo 1853) per i rapporti col Dottesio e col De Boni (rapporti venuti alla luce durante gli interrogatori del Faccioli e del Cesconi) e della mancata prose­cuzione del processo contro l'Aleardi per la sopraggiunta amnistia.
REMATO GIUSTI
GINO PALLOTTA, Parlamento è popolo in Italia dal Risorgimento all'Imperialismo; Roma, Macchia, 1953, in 8, pp. XHI425. L. 1900.
È questo uno studio sulla storia parlamentare italiana nel periodo che va dalla promulgazione dello Statuto albertino alla guerra libica, studio che con­sidera tali vicende sotto il particolare angolo visuale dei rapporti tra il popolo e le istituzioni rappresentative, allargando, cioè, in una visione di insieme, l'analisi della storia costituzionale e politica, che, pure, costituisce il centro dell'interesse dell'autore.
All'elemento meramente polì li co-pari amenlare il Pallotla oppone la valuta zione che le classi popolari avrebbero dato di queste vicende; a considerazioni giuridico-coBiitu/.ionali obietta una visione sociologica che le trascenderebbe, in uno schema rigidamente classista, che mostra una radicale frattura tra il ceto dirigente (nella fattispecie la borghesia detentrice del potere politico, considerata