Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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718
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718 Libri e periodici
nottua italiana si ricostruiscono attraverso episodi, fatti, circostanze che si ripetono con una persistente costanza. I lavori pubblici esegniti dal nuovo Stato avevano, procurato e procuravano profitti leciti ed illeciti non solo alle ditte appaltatici, ma anche a coloro che sull'andamento di tali lavori erano tenuti ad esercitare un controllo. Le modalità con cui erano stati venduti i beni incamerati dal nuovo Stato avevano giustamente destato il sospetto di illeciti arricchimenti su molti funzionari. Le speculazioni bancarie, edilizie e di ogni altro genere, favorite e protette dall'acquiescenza statale, mentre arricchivano coloro che erano riusciti a comprare la protezione della burocrazia, gittavano la nazione in uno stato di depauperamento sempre più grave. A tutto questo si aggiungeva una manifesta sperequazione tributaria e l'elefantiasi burocratica contro la quale lo Stato si manifestava impotente sopportando, ad esempio, che degli 84 milioni e mezzo di lire che formavano le rendite delle Opere Pie, ben 59 milioni e mezzo venissero annualmente impiegati in spese di amministrazione.
I soprusi, le angherie, le appropriazioni del pubblico danaro non avevano freno: tutti erano preoccupati soltanto di arrotondare i propri stipendi. Le in-chieste, parlamentari ed extraparlamentari, che sì susseguivano con un crescente continuo sin dal 1864, assodavano lo sperpero del pubblico danaro e gittavano il discredito e la diffidenza sul potere centrale, accusato di permettere, non solo, ma di adottare tale sistema per soddisfare ì più volgari appetiti, fe ambizioni più sfrenate ed i più profondi rancori.
Contro questo stato di cose nulla possono Lonza, Sella, Mancini, Spaventa, Bovio, Cavallotti, Sbarbaro e quanti vorrebbero, se non impedire, porre magari Un freno ad un sistema latto di soprusi e di abusi che favoriva chi, agendo con la complicità della burocrazia e della magistratura e sotto la protezione, non sempre larvata, di deputati e di ministri, traeva ricchezze ed onori dalla politica, dal ricatto, dal malcostume.
Ci sono uomini di governo troppo legati ai Balduino, ai Bombrini, ai Bastogi, ai Luciani, ai Chauvet, ai Tan lungo, ai Pali zzo lo. per cui costoro si sentono abbastanza tutelati e protetti contro ogni sospetto e contro ogni accusa.
Come avrebbe potuto, ad esempio, Francesco Crispi, già compromesso al tempo dell'inchiesta sui tabacchi e che doveva una somma pari a 28 annualità del suo stipendio di ministro, consentire che fosse fatta luce sullo sperpero sul disordine che regnava nell'Istituto Bancario suo creditore?
Come avrebbe potato ancora Menabrea consigliare il rifiuto di una richiesta onorificenza per un avventuriero francese, quando, in cambio della sua inteiv cessione, aveva ottenuto un impiego a mille lire al mer.e per il figliuolo?
Il disordine e la corruzione che regnavano nelle alte sfere e sulle quali ampia luce ha apportato recentemente una ottima pubblicazione di Pietro1 Gcrbore {Commendatori e- Deputali, Milano, Ed. Longanesi e C, 1954), non trapelavano facilmente al grosso pubblico né, in sede parlamentare, potevano facilmente essere provate per la corresponsabilità dei più autorevoli esponenti della politica.- italiana. -Motorie, invece, erano le camorre; :ed i soprusi che caratterizzavano quasi tutte Io ànmiini.Htrazioni periferiche i cui abusi* nonostante le pubbliche denunzie sui fogli di opposizione, si perpetravano senza alcun freno e senza alcun ritegno. Clic tale fosse il sistema che caratterizzava la. burocrazia italiana nella seconda metà del secolo scorso, lo si rileva da una circolare diramata dal Pclloux, ministro dell'Interno nel settembre del 1898 ai Prefètti del Regno : ... La disonestà dell'amministrazione precisavo quel ministro va colpita subito, senza misericordia, con tutta Ut severità della leggio E la disonestà nvtta amministrazioni, bisogna ben dirlo, può manifestarsi e si manifesta sotto la forme pia svariate: con ogni sorta, ili abusi, a cominciare talvolta col colpevole favorire gli amici e i congiunti mr.dìnnie Zfc creazione per essi di impieghi non necessari} colle destinazioni abusive di essi a posti ette non potrebbero coprire; col fare eseguire lavori e permettere spese