Rassegna storica del Risorgimento

GUARIGLIA ANTONIO
anno <1918>   pagina <265>
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Il diario e i documenti di un compagno di Fra Diavolo 266
vedano garantiti da truppe di linea di S. M. o siano Inglesi o Mo­scoviti. Colla prevenzione che senza truppe di linea non si riacquista il Regno e nemmeno se a quella non si unisce l'insurrezione del Regno con darsi il comando a soggetti di vero attaccamento a S. M. ?>.
9 In Napoli vi è lo stesso entusiasmo, poiché avendo mandato Guariglia due corrieri colà a diversi amici, per sapere che vi era, gli hanno fatto sapere che si solleverebbero subito alla vista di truppe Reali; che li Giacobini vantavano doversi prendere la Sicilia, per tutto maggio, al più giugno, essendoci colà 14 mila Giacobini pronti a garantire lo sbarco.
10 In Sapri hanno costruito un fortino con due pezzi da 33 vicino la torre dalla parte di ponente. In Palinuro altro fortino, ma questi sono inutili, potendosi effeltuire lo sbarco in altri punti che il Guariglia si offerisce di notare. In Scalea vi è altro fortino come in altri luoghi. Fanno girare due galeotte armate da corsari e due altre piccole barche anche armate e montate da Francesi che vanno in corsa da Palinuro all'Isola di S. Nicola ed impediscono l'imbarco per la Sicilia, minacciando la fucilazione a chi ne imbarca qualcuno .
11 In Napoli vi sono poche truppe e così in Salerno. Dalla Ca­labrie si sono vedute passare di ritornò* per la strada di Lagonegro continuamente truppe e feriti. La truppa, venuta in Cilento e Vallo di Policastro si è*ritirata fin dal 12 maggio.
12o in Napoli li più gratificati da S. M. l'hanno tradito e sono stati impiegati dai Francesi ed operano da tiranni. Tutti gli impieghi si danno a' patrioti . In un proscritto a questo articolo si dice Pa­lermo 30 maggio 1806. ...Altezza Reale prego V. A. di spedirmi quando li piacerà nel Cilento offrendomi di spargere il sangue per V. A. e mettermi alla testa dei bravi sudditi che anelano il momento di pren­dere le armi, avendo prima di partire insinuato ai bravi difensori di prendere le armi per riuscirci .
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Al Diario segue una lunga Memoria di alcune cose da osservarsi per la spedizione della truppa pel riacquisto del Regno. Non la tra­scrivo sembrandomi di poco interesse comunque contenga suggeri­menti molto pratici.
Vengono dopo vari notamenti. In uno di questi si legge. Che giunto in Palermo ai 27 maggio, diede il costituto al Duca di Ascoli il 30, questi l;:p.assò a S. M., altra copia ad Acton firmata da Gua­riglia e Stoduti. Parla di suppliche alla Reguia passate a questa per mezzo del famoso Panedigrano. Finalmente a li 11 di giugno calò il