Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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732
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* 32 Libri e periodici
sulle leggi Sfocanti e la pubblicazione della Civiltà Cattolica, la condanna degli scritti del Lambruschini da parte dei gesuiti, la legge Casati ecc.
Per la stampa popolare nel Risorgimento, specie in relazione al problema contadino particolarmente sentito nel Lombardo-Veneto, interessante la figura del Nievo, del quale sono stati messi in luce recentemente gli aspetti politico-educativi (cfr. ad esempio FRANCO DELLA PERUTA, JF. Nievo e il problema dei contadini, in Rinascita, n. 6, giugno 1952, pp. 354).
La svolta politica del 1859-1860 trovava una sua conferma nella legge Casati promulgata in periodo d'espansione politica; tuttavia tale legge, che sistemava solo in minima parte l'ordinamento della scuola popolare, non poteva condurre ad nna educazione unitaria per la differente struttura della società delle varie regioni e per il grado di maggiore o minore arretratezza economica delle regioni stesse.
I problemi dello Stato unitario (e quindi anche il problema della scuola) si collocano in circostanze diverse anche pel comportamento dei partiti politici. Gli anni successivi non permisero un esperimento pacifico della legge Casati. Alle opposizioni della parte reazionaria si aggiungevano le critiche dei pedagogisti e dei partiti di sinistra, più sensbili della Destra governativa alla questione sociale , che si presentava sotto molteplici aspetti, fra cui quello scolastico (p. 308).
L'analfabetismo e l'obbligo scolastico, la libertà o meno dell'insegnamento, i rapporti tra educazione e questione sociale, la battaglia per la scuola laica ecc. costituiscono ad un tempo gli argomenti delle polemiche tra i partiti ed i temi in discussione nei congressi per l'istruzione; d'altro canto la lotta per una cultura ed una scuola popolare non si esaurisce nelle discussioni pedagogiche ma si allarga a questione sociale essa etessa. La libertà d'insegnamento, invocata in tempi diversi da clericali e da laici, assume volta a volta un contenuto differente; e cosi la scuola può apparire educativa agli uni e diseducativa agli altri (cfr. L. BORGHI, Educazione e autorità nell'Italia moderna, Firenze, La Nuova Italia, 1951).
Con estrema chiarezza la Bertoni Jovine indaga sulla portata delle leggi e regolamenti che sistemano la complessa materia dell'istruzione popolare dalla legge Coppino alla riforma Gentile e al Concordato; e con pari acutezza studia gli scritti di pedagogisti e di uomini politici che hanno cercato di affrontare il problema della cultura e della scuola alla luce di intuizioni filosofiche atte a facilitare il consolidamento della scuola statale, laica (cfr. il dibattito ai parlamento nel febbraio 1908 e la legge Daneo-Crcdaro). Ma la legge Credaro, se giovò grandemente alla scuola (anche pel miglioramento delle condizioni economiche e morali degli insegnanti), non fu sufficiente a sanare la situazione scolastica, specie nel Mezzogiorno; tuttavia l'attività di associazioni, di scrittori e di studiosi valse, prima e dopo la guerra 1915-1918, a dare un fervido impulso alla lotta contro l'analfabetismo (cfr. ad esempio l'Ente per le Scuole dei contadini dell'Agro romano). Per faro un breve riferimento alla valutazione del clero all'insegnamento della religione nelle scuole (questione grandemente dibattuta tra liberali e cattolici nei decenni che seguono il 1870), basterà ricordare la Lettera collettiva dell'episcopato lombardo in occasione de II XVI Centenario dell'Editto di Milano e ta libertà détta Religione nette Scuole (Milano 1912), lettera in cui sono riassunte le ragioni più rilevanti atte a combattere la posizione assunta dalla scuola di Stato al riguardo.
Interessante ancora, per meglio comprendere la riforma Gentile, e il capitolo dedicato dalla Bertoni Jovine olla libertà d'insegnamento ed alla corrente- idealistica, con un attento approfondimento crìtico della concezione educativa Gen-