Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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755
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Vita dell'Istituto
755
Continuando nella Bua patriottica attività il Comitato locale dell'Istituto per la Storia del Risorgimento ai è recentemente riunito sotto la presidenza dcll'avv. Enzo Ponzi il quale ha comunicato la nomina del dott. Corrado Vaecari, Presidente del Tribunale, a Vice Presidente del Comitato stesso, e la confenna della dott. Marta Manzieri nelle funzioni di Segretaria. Ha poi dato relazione di una 'visita fatta al Museo del Risorgimento che, nonostante le infaticabili e diligenti cure del Direttore prof. Morselli, versa in critiche condizioni per la ristrettezza dei locali, l'insufficienza del personale e la mancanza assoluta di mezzi finanziari. A dare idea dell'abbandono e del disinteressamento del Comune di Modena per questo Museo che raccoglie cimeli preziosi delle cospirazioni e delle guerre da cui l'Italia trasse libertà, indipendenza ed unità, basti ricordare che il Municipio ha stanziato a favore del Museo l'irrisoria somma di annue lire cinquemila e che da tre anni neppure questa misera contribuzione viene effettivamente corri sposta! Il Comitato ha deciso di richiamare l'attenzione del Sindaco sulla urgente necessità di aumentare in congrua misura il contributo e di -versarlo in effetti .
Il salone delle conferenze nell'Aedes Muratoriana era ieri alle 17, gremito da una vera folla di autorità, di studiosi, di insegnanti, di signore, per l'annunziata celebrazione di Ciro Menotti nel 123 anniversario del suo martirio.
Dopo un saluto del prof. SorbeUi, presidente della Deputazione di Storia Patria, l'aw. Enzo Ponzi, presidente del Comitato di Modena dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promotore della manifestazione, comunicò le adesioni pervenute da parte del Presidente nazionale dell'Istituto prof. Ghisalberti, della Direttrice della Biblioteca Estense prof. Emma Coen Pirani, del prof. Mohr (da Trieste), dcll'avv. Cavalla (presidente del Comitato di Verona), del cav. Renato Marmiroli (per il comitato di Reggio Emilia), e del rag. Lorenzo Bossetti.
Presentò quindi ai convenuti il sig. Costantino Menotti, intervenuto in rappresentanza dei discendenti della famiglia del Martire, e accolto con simpatia e deferenza.
Con la consueta oratoria efficace, spontanea ed incisiva, l'aw. Ponzi pronunziò quindi una vibrante rievocazione della personalità di Ciro Menotti affermando che nessun popolo ha nella propria storia un periodo cosi affascinante e drammatico come i cinquantanni dal 1820 al 1870 in cui l'Italia dopo tredici secoli di divisione e di servitù riuscì a realizzare l'unità e l'indipendenza per virtù di cospiratori e per eroismo di combattenti. Particolarmente degni di ricordo debbono essere i primissimi che osarono insorgere contro i tiranni stranieri e domestici! Santorre di Santarosa in Piemonte, il prete Menichini e gli ufficiali Morelli e Silvati, a Napoli, Ciro Menotti, a Modena.
Notizie nuove, citazioni preziose, fornì l'Oratore intorno alla vittima di Francesco IV, frutto di appassionate ricerche, di diligenti studi. Illustrò e commentò la sentenza della Commissione Militare e la relazione fatta al Duca dal Commissario. Fiscale aw. Pier Ercole Zerbini, carbonaro rinnegato.
Riferì quindi ampiamente sopra una pregevole memoria compilata come tesi di laurea dalla dott. Maria Giulia Foresti intorno alla romanzesca e avventurosa vita di Celeste Menotti, fratello dell'Eroe.
L'aw, Ponzi sempre seguito con vivo interesse venne alla fine del suo dire salutato con una calorosa ovazione, e molti applausi andarono anche alla dott. Foresti per la sua monografìa veramente interessante, stilata con serietà di studio e con ricchezza di informazioni.
Infine la dott Marta Manzieri, segretaria del Comitato, lesse una comunicazione commovente e di singolare interesse. L'ultima lettera di Ciro Menotti, quella da lui indirizzata alla moglie poche ore prima del supplizio e che la polizia ducale ebbe la crudeltà di sequestrare per cui Francesca Moreali potè averla soltanto nel 1848 quando per la rivoluzione i carteggi governativi caddero nelle mani degli