Rassegna storica del Risorgimento
UMBERTO I RE D'ITALIA ; COMANDINI ALFREDO
anno
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1954
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pagina
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761
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Vita dell'Istituto
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deliberato dalle Superiori Autorità. Appunto in occasione di detto Congresso, sempre sul piano internazionale, il Consiglio si propone di discutere programmi e modalità per le celebrazioni nazionali del 1859, in quanto di competenza beninteso, dei nostro Istituto".
Nel 1956 avremo ancora un margine di tempo sufficiente.
L'articolista, analizzando le proposte del **Comitato di studio", nota l'incertezza delle idee e la mancanza di un 8 centro ideale * Questo non può essere, come aveva riconosciuto il nostro Comitato risorgimentale, che la figura del Cavour. E sono lieto, quindi, anche di questa piena concordanza di vedute col Suo quotidiano. Al nostro Comitato l'avv. Peyron aveva appunto prospettato, tra l'altro, le possibilità di valorizzare Santena. II Congresso da noi promosso, d'in-tesa colle istituzioni nazionali e internazionali, cui competono simili materie, pel centenario del Congresso di Parigi (1956), nel quale proprio il Cavour, com'è risaputo, mise l'Europa innanzi alla "questione italiana", dovrebbe dare precisi orientamenti per la celebrazione del 1859. La quale, com'è ovvio, deve avere un consistente contenuto culturale (questo criterio difettò nelle celebrazioni del 1848), incardinato sulla gigantesca personalità del Cavour.
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TRENTO. Togliamo dalVAlto Adige del 5, 6 e 7 giugno il resoconto dell'importante convegno interregionale lombardo-venento, organizzato dal nostro comitato dal 4 al 6 giugno.
Nel nome di Cesare Battisti, il più santo fra i santi del nostro Risorgimento, come lo definisce felicemente il prof. Ghisalberti nella sua prolusione, si è inaugurato ieri sera a palazzo Thun il primo convegno interregionale di storia del Risorgimento. Troppo lungo sarebbe elencare i nomi delle personalità eminenti nel campo storico italiano che erano presenti in Baia, convenute da ogni dove. Ricorderemo solo coloro che presero posto al tavolo della presidenza: S. E, Bisia il Commissario dei Governo, l'avv. Rosa presidente della Regione, il sindaco dott. Piccoli, il sen. Conci, la signorina Rizzi, il prof. Corsini e l'oratore ufficiale prof. Ghisalberti, professore di storia all'Università di Roma e direttore del Museo del Vittoriano. In sala poi erano radunati una diecina di professori universitari dal prof. Cessi di Padova, al prof. Cinreanu di Genova, da Raffaele Ciampini ad Arturo Codigliela, il Provveditore agli studi e tanti altri cui non possiamo accennare per ragioni di spazio, ma che avremmo modo di ricordare nel corso dei lavori dei prossimi giorni.
Ha parlato per primo il sindaco di Trento che ha porto il saluto della città fiera di ospitare un cosi importante convegno, lei che è cosi ricca di storia e di uomini oscuri ed illustri, che l'onorarono nel campo degli studi storici. Il prof. Corsini quindi, presidente del comitato trentino dell'Istituto per la storia del Risorgimento, porgendo il benvenuto ai numerosi e benvenuti ospiti, ha chiarito il tema principale dei lavori: Relazioni del Trentino con le altre Provincie delle regioni Lomhardo-Veneie-Picmontesi nel secolo XIX. Tema dettato dal fatto che il Risorgimento lungi dall'essere un periodo storico tramontato, è invece secondo una concezione moderna quanto mai vivo e attuale tanto da giustificare appunto questo rifiorire di studi risorgimentali.
Ha preso quindi la parola il presidente dell'Istituto, che ha illustrato il significato del convegno che si propone di aiutare la indagine storica locale e l'Importanza dello studio della storia e dei problemi storici locali per meglio illuminare, con rapporti solo apparentemente modesti ma infinitamente preziosi, il più vasto campo della storiografìa nazionale.
La ricca storia del Trentino deve essere studiata con spirito moderno uni* versale per inserirla in quello della patria comune: cosa di cui va merito a stu-