Rassegna storica del Risorgimento
GUARIGLIA ANTONIO
anno
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1918
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pagina
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269
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H diario e i documenti di un compugnà di Fra Diavolo 269
Lettera dell'alfiere Pasquale Perrone calabrese alla Regina con icui domanda udienza .
Lettera di Guariglia dalla marina di Bonati deJ 17 luglio 1800 alle popolazioni di Gentola e Foria, in cui dice di avere inteso dalle loro Stimatissime che avevano preso le armi a favore di Ferdinando IV, li incarica di armarsi tutti, stante all'indomani si sarebbe con loro unito con forza imponente per assalire il nemico e li Giacobini, facendo partire i laneioni e una barca per battere il fortino di Palinuro .
Lettera di Guariglia senza direzione, con cui invita i popoli alla rivolta, affermando di essersi riacquistate JjB] due Calabrie, colla distruzione dell'armata francese, avendo anche colà combattuto, che ora spedito in. queste contrade sarebbe passato verso Salerno per unirsi alla grande Armata Anglo-Russa-ITapoletana >.
Lettera di Francesco" Carbone a Stoduti e Guariglia in Palermo data da Messina ai 12 giugno. Li ringrazia delle buone notizie.
* Attende il Principe ereditario a momenti in Messina per lo riacquisto del Regno .
Rapporto di Stoduti e Guariglia alla Regina in Palermo, datato d'Aniantea ai 9 luglio 1806.l A 1 luglio giunsero avanti Amantea col vascello dell'ammiraglio Smith, 9 cannoni e il legno da trasporto *n. 18 sudi cui erano imbarcati il Guariglia, lo Stoduti e molti ufficiali e circa 760 volontari in massa. Si spedi parlamentario, t Si chiese tempo. Non si accordò. Si fece fuoco dall'una parte e l'altra col cannone. La mattina alle 4 di notte si effettuò lo sbarco a circa due miglia distante dalla città da Guariglia e Stoduti e da tutti gli ufficiali! Tra questi il Colonnello Pezza ed i 60 volontari si awi- cinarono alla città. T Francesi allo spuntare del sole se né accorsero. Il popolo si sollevò ed essi (i Francesi) in numero di 260 fuggirono,
* furono inseguiti, e lasciarono pochi morti e 5 prigionieri. Si sparse la voce e molti altri Paesi si rivoltarono. L'ammiraglio partì per il golfo di S. Eufemia. Ai 4 il' colonnello Pezza partì alla volta di Cosenza con tutta la gente quivi radunata. Restò solo Guariglia e Stoduti con circa 30 persone. La sera de* i furono assaliti in3 punti da 600 Francesi e patriotii sotto il Generale Verdier. Si armarono
i *i paesani ed i Francesi e patriottl furono posti in fuga, lasciando circa 60 morti e 30 prigionieri. Tutti gli officiali si batterono con coraggio, tanto Costa (il capomassa Vincenzo Costa di Bboli) quanto il capitano De Marco, l'alfiere Perrone ed altri senza alcuna perdita. *Bopo due giorni ritòriìft cj Pezza, senza essere stato in Cosenza, ma
J In quoato rapporto II GuarigUft ripete l'episodio di Amantea.
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