Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; SPAGNA
anno <1954>   pagina <772>
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772 Luigi De Filippo
Catalogna, gli Italiani, che, in seguito alla disastrosa fine di quei moti, si videro costretti a prendere la via dell'esilio. *)
L'opera di Luis G-arcia Rives '-) ha esaurientemente illuminato il bien­nio 1848-49, soprattutto in relazione all'intervento spagnolo al tempo della Repubblica Romana, mentre il Ghisalberti3) ha fatto qualche accenno alla politica conservatrice di Martinez de la Rosa, in altri tempi liberale, nelle riunioni che furono tenute a Gaeta dagli ambasciatori delle quattro potenze impegnate a restituire Roma a Pio IX. Ma né gli studiosi spagnoli né gli ita­liani hanno fermato la loro attenzione sul periodo che corre tra il 1840 e il 1860, e, quindi, non si sono trovati in condizione di conoscere come modera-dos e progresistas seguirono il movimento liberale italiano durante quegli anni e quali e quanti libri, opuscoli, foglietti riguardanti l'Italia opere ori­ginali o tradotte dall'italiano e dal francese si stamparono e si diffusero in Spagna e l'interesse che vi suscitarono. Non bisogna dimenticare, per esem­pio, che mentre a Barcellona, nel 1840, la Imprenta de la Guardia Nacional pubblicava la Historia de Italia dell'Artaud, gli Spagnoli leggevano anche, e i non pochi esemplari raccolti nelle biblioteche pubbliche e private ne danno fede, le Histoires de Grece et d'Italie, che il Duponchel pubblicava a Parigi nel 1846, la Histoire d'Italie, che il Leo dava alle stampe nel 1856, la Historia de Italia, che il Belza, traducendola dallo Zeller, pubblicava a Madrid nel 1858, o le opere del Cantù e del Balbo. Né meno significativo è il fatto che i giovani liberali catalani, stando a quel che scrive Victor Balaguer nei suoi Recuerdos, si riunissero dos o tres veces cada semana para tener lecturas en alta voz di opere italiane; cercassero con grande interesse i giornali italiani; s'interes-
1) Fra le Noticias partìculares de Barcelona del 23 aprile 1821, il Diario Constitucional
dava questa: EI general Guiilermo Pepe llegado a ette puerto xecibe cada dia diputaciones
de todos los cuerpos de està ciudad que van a manifestarle el interés que toman en su
desgracia y la hospitalidad que debe esperar en su nueva patria, basta que la suya merezea
serio de tal héroe. Varias ban sido las poesfas que se le han dirigido y entro ellas el
siguientc soneto:
Pisa las playas, inmortai guerrero,
de nucstra patria venturosa: llega
que ya con llanto de ternura riega
ci suelo que has de bollar el fuerte Ibero.
Si el injusto Alcman oprime fiero
a la dcbil Parténope que, ciega
a la opresión, a oh* se niega
do libcrtad el grido placentoro,
buye veloz del ponzonoso clima
donde fijó la esclavitud su tempio
y el Espafiol en su pafs te vea
la patria buyendo que un tirano oprima.
Qnien busque libertad siga tu ejemplo,
y Espana patria de los hérocs Bea.
Firmato con lo pseudonimo di Solitela, il sonetto era dovuto a Francisco Soler.
2) Per la pubblicazione sul Diario de Barcelona di una relazione del Pepe sugli avveni­menti, napoletani del 1820-21. si veda R. MOSCATI, Guglielmo Pope, Roma, Vittoriano, 1938, voi 1. pp. 223-227. !.. GAZICI A RIVES, La Republiea Romana do 1849, Apuntes para el esiudio de una època rmwlucionaria, Madrid, Góngora, 1932.
*) A. M. GinsAMnam, Prodromi di una fuga, in Giornale d*ItàUn, 9 marzo 1948; Roma testimone di drammatici umiliti, ivi, 12 dicembre 1,950; L'archivio dall'ambasciata di Spagna pretto la Santa Sede, in /{assegna storica del Risorgimento, . XL (19.53), pp. 232-237.