Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; SPAGNA
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1954
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pagina
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778
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778 Luigi De Filippo
cunza che* nella Corona de Aragón, scrìveva: Ni la evacuación de los Està-dos Pontificioa por las tropas extraujeras que hace tanto ticmpo ocupan algunas de sus plazas; ni la raejora del rógimcn administrativo de las provi ncias del reino Lombardo-Veneto, ni la renuncia del Austria al predominio que ha sabido conquistar en los estados independientes conio Toscana, Modena, Parma, Nàpoles y los Estados de la Iglesia... nada de esto basta para resolver la cuestión. La evacuación completa de todo el territorio italiano por los soldados austriacos, la renuncia formai a tener el mas minimo derecho en el reino LombardoVèneto, la independencia italiana en una palabra, es el ùnico medio de resolver esa cuestión, cuestión pregnada de tantas difi-cultades y que amenaza con tantos peligros. Certamente, continuava, sì poteva sempre cercare di convocare un congresso che risolvesse pacifica" mente le questioni più candenti, però bisognava star bene attenti a che le soluzioni fossero reali, rispondenti cioè ai desideri e alle necessità dei popoli; e niente promesse vaghe, perchè... el dia que pierdan toda esperanza... aquel dia, ni todas las fuerzas del Austria scràn suficientes para impedir un levautamiento, ni toda la sabidurfa y firmeza del gobierno del Piamonte le bastaràn para contener al espiriti! pùblico que clamarti porque la bandera tricolor italiana atraviese la frontcra. ')
Dubbiosi i più sulla possibilità di convocare un congresso delle nazioni, diffidenti circa le possibili soluzioni che esso avrebbe saputo trovare, non c'è da meravigliarsi se si guardava al futuro con animo incerto e se i più credevano che, pur con tutti gli sforzi dell'Inghilterra, difficilmente l'Europa sarebbe potuta rimanere in pace ancora per molto tempo. Por mas que algu-nos abrigucn esperanzas de que la paz no se turbarà scriveva al Diano de Barcelona il suo corrispondente da Parigi el estado de la Italia es in-sostenible y la guerra sera muy pronto una realidad. 2)
Orbene, di fronte a tale possibile realta, quale atteggiamento avrebbe assunto la Spagna? Si sarebbe schierata in difesa del diritto delle genti e della giustizia, o avrebbe consentito che i troni continuassero ancora a reggersi appoggiandosi sulla forza? Un governo che all'interno praticava una politica liberale avrebbe potuto seguire una politica estera favorevole all'assolutismo ? O piuttosto, preso dai problemi interni sociali e soprattutto economici, non avrebbe cercato di mantenersi lontano dalla contesa? Una tale linea di condotta avrebbe, però, davvero giovato agli interessi reali della nazione o non avrebbe invece finito con l'appartarla dalla vita politica europea ? Si alguna vez se ha de elevar Espana a la categoria a que su territorio, sus colonias, el nùmero de BUS abitantes le dan derecho scriveva il Lacunza nella Corona de Aragón si alguna vez ha de representar el papcl que le corresponde, tiene que salir del estado de aislamìento en que se encuentra y tornar parte en las cuestiones de Europa... Por otra parte, i qué irian nuestroB soldados a defender a Italia? El régimen constitucional que el pais se ha dado; el trono de la reina que el pais ha defendido. 3) E se,
1) L'articolo è del 1S marzo 1859. Roman de Lacunza era ia quel perìodo il direttore del giornale.
2) Diario de Barcelona: corrispondenza da Parigi del 15 marzo 1859.
8) La Corona de Aragón 16 marzo 1859. L'orticolo non è firmato, ma è del direttore del giornale, Roman de Lacunza.