Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; SPAGNA
anno <1954>   pagina <779>
immagine non disponibile

La seconda guerra d'indipendenza, ecc. 779
nella lotta che stava per iniziarsi, più che di una cuestión de fucrza, de pre-pondcrancia militar entre Francia y Austria J) si trattava, come poi era e da più parti lo si riconosceva,2) della difesa di quei principi liberali che, derivati dall'Illuminismo, la Rivoluzione Francese aveva fatto suoi e diffuso tra i popoli, i hay fines mas altos si domandava il progressista Nove-dades , hay motivos mas fuertes, hay causa mayor para llevar nuestras bayonetas a los campos italianos ? . E, in perfetta concordanza con gli ideali politici dei quali era portavoce, concludeva con questa esortazione: Vayamos a Italia a defender un gobiemo igual al nuestro. I Que las bayonetas espanolas borren también todo lo que hay de injusto en los tratados de 1815 ! 3)
Però, se questo era il pensiero dei liberali e dei progressisti, particolar­mente di quelli che facevano capo ad Olózaga, di molti degli spiriti più-colti e più aperti e, soprattutto, dei giovani, pronti sempre a lasciarsi in­fiammare e trasportare dalle idee generose, non si può dire che fosse tale quello dei conservatori, dei moderati e dei neo-cattolici. "Ecco infatti il giornale democratico Discusión consigliare il governo a rimanere neutrale e volgere a (fomentar la prosperidad del pais quelle energie che si sarebbero dovute impiegare senza vantaggio alcuno nella lotta tra altre nazioni; *) ecco La Gacela Militar, dopo essersi domandata che atteggiamento doveva assumere la Spagna, pronunciarsi con la generalidad de la prensa... por la neutralidad arma al brazo, por la neutralidad basta donde sea posible sin menoscabo de nuestros intcreses y sobretodo de nuestro bucn nombre y de nuestra importancia politica.5) Né diverso era 1 linguaggio del conservatore Occidente o del Correo Autògrafo, per non dire di quello dei neo-cattolici La Esperanza e Regeneración.
E il popolo, questo tradizionale conservatore, che per secolare espe­rienza sa che le guerre, giuste o non giuste, sante o non sante finiscono sempre col gravare sulle sue spalle, prima obbligandolo a vestire ini''uni­forme e poi a pagarle con imposte e tributi, il popolo spagnolo che cosa pensava? Quale era il suo atteggiamento di fronte ad avvenimenti ch'egli sapeva si sarebbero svolti lontano dalle frontiere della sua patria e che perciò, così almeno pensava, non l'avrebbero toccato da vicino ? Per comprenderlo e riassumerlo il più brevemente possibile, non c'è da fare altro che leggere la lettera che il 24 aprile 1859, cioè due giorni prima che avessero inizio le ostilità austro-piemontesi, scriveva da Madrid alla moglie Petra, Bonifacio, un popolano di buon senso, un paleto insomma. Hoy scriveva no se balda mas que de austrfacos y piamonteses. No se prepara mal chubasco. Lo que debemos hacer tu y yo, Petra, es qnedar-nos quietecitos en casa y guardar el bulto. Nuestra paz matrimoniai nos conviene mas ahora que nunca. Obedece a tu marido, cuida bien de la ha­cienda y deja lo demas a la voluutad del cielo, sin meterte en camisa de once varas. 6' Del resto, se La Corona de Aragón, sempre così entusiasta e favo­
li La Corona de Aragón, 22 marzo 1859. L'articolo firmato da Aguitln Reverter.
2) Così lo riconoscevano, oltre al Re verter, La Corona de Aragdn in due articoli del 28 e del 29 aprile, il Novedades del 25 aprile e vari altri giornali.
3) Novedades, 25 aprile 1859.
4) L'articolo è del 27 aprile 1859.
5) Articolo del 28 aprile 1859.
fi) Cari UH de un paleto, nel Diario de Barcelona del 21 aprile 1859.