Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; SPAGNA
anno <1954>   pagina <780>
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780 Luigi De Filippa
TCVOIC alla causa italiana, scriveva che, bea guardate le cose, il non inter­vento era un atteggiamento dignitoso che il governo, in fondo, poteva assu­mere sia per le condizioni in cui si trovavano le casse dello Stato, che non consentivano alla nazione di sostenere lo sforzo die una guerra avrebbe ri­chiesto, sia perchè non si poteva dare, pur con tutte le migliori disposizioni, pieno eredito alle parole e alle promesse di Napoleone III, 'J sia, infine, e un pizzico di orgoglio nazionale non poteva mancare, perchè non si voleva dare l'impressione che la nazione e l'esercito andassero a rimorchio della Fran­cia, -' bisogna convenire che aveva ragione La Correspondencia, quando, qualche tempo dopo, facendo tabula rasa delle propensioni e dei desideri dei vari partiti e di tutti i pare e i si dice più o meno intenzionati ed inte­ressati, asseriva che nelle sfere governative non spiravano otros vientos que los espanoles y los que erari favorables a Espana. aì Ed ecco che il 26 aprile
lo sol che pél Oriente avansa
del canó dels fusells rebrota ensangrentat mentre
.. un grit de i Llibertat ! del Alpe al Apenino ne portan rodolant de penya en pony a 'ls veuts.
Già ogni italiano, cittadino o soldato, occupa il suo posto; già
s'estremeix la terra
al pas dels batallons que marxau al combat; 4)
già la gioventù italiana,
Cual fiero torrente
que empujado por sordas tempestades
se adelanta rugiente
mares vertiendo de rabiosa espuma,
amenazando sepultar la tierra
en los abismos lóbregos que encierra.
t) Ci riferiamo, concretamente, a due articoli comparsi sulla Corona de Aragón, rispetti­vamente il 10 gennaio e l'otto maggio 1859 e in coi il Joarizti esprimeva i suoi dubbi sulla politica di Napoleone III nei riguardi dell'Italia. Nel primo, infatti, aveva scritto ch'egli, fran­camente, non capiva l'atteggiamento del Cavour di fronte a Napoleone quien tantas veces ha destruido a la libertad e il richiamo al colpo di stato e al comportamento suo verso la Repubblica Romana è Gn troppo chiaro y a quien mas dispuesto creemos a com-batirla (pie a protegerla . Nel secondo, poi, più esplicitamente, ripeteva gli slessi concetti scrivendo: Napoleón interviene en la guerra cantra Italia por amor a la justicia, por sim-patias a aquella gran nación, por gcneroKidad, sin esperanza de beneficio alguno, sin segun-das intencionc. Esto ha dicho y rnpetid en todos sus discursos; esto ha declarado en todos manificstos. Tomamos acla de cstas palabras. Quieta ci cielo que las sostenga mejor que tantas otraa corno ha pronunciado en el discorso de su vida . Le stesse diffidenze, del resto, manifestava anche Gregorio Amado Larrosa il quale nella lievi sta de Ambos Mundos (aprile, 2 * quindic, 18S9) scriveva : Esperamos que (la Francia) se presentare en Italia no corno conqui-stadora bino corno aliada de la iudependencia representada por el Piauionte y que cu andò haya llevado a cima su empresa no tratara de influir arbitrariamente en la organización de la pcniusula, sino que dejarfi que los italianos arreglen el destino de Italia. Quest'articolo, prova ancora dì un sentire generalmente diffuso, lo dava poi in estratto il Diario da Barcelona il S maggio 1859.
2) Corona de Aragón, 8 moggio 1859.
*) La Correspondencia Autògrafa, 26 giugno 1859.
*) V. RALACUEH, ] Alsai, IÀaUe l in Italia, op. cit.. pp. 53-60.