Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; SPAGNA
anno <1954>   pagina <781>
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La seconda guerra d'indipendenza, ecc. 781
si lancia nella mischia con la volontà di darsi una patria, di fare che, dopo secoli di divisioni e di lotte, di sofferenze e di soprusi,
el estandarte de la Italia libre
se agite en ondas dcsplegado al viento. ')
Alcuni giorni dopo, il 30 aprile, il governo che presiedeva il conte di Lncena e che aveva come ministro della guerra il generale O'Doiinel, proclamava la neutralità della Spagna. Bisogna, però, riconoscere che, dopo quella dichiara­zione, i vari partiti non cessarono di manifestare a mezzo della loro stampa, sia pure più o meno apertamente, l'opposizione o la simpatia loro verso le nazioni in guerra. Mentre, infatti, ha Esperanza non faceva un mistero della sua avversione alla causa della libertà, chiamando i Francopiemontesi perfino crimìnales 2) e La Regeneración invocava per l'Austria la prote­zione del cielo 31 o lamentava, dopo la dichiarazione di neutralità del re di Napoli, l'abbandono in cui veniva lasciata l'antica, fedele alleata, 4) La Corona de Aragón invitava i liberali a reclutare volontaris) e Vinaria a racco­gliere fondi per quegli Italiani residenti in Spagna che, pur desiderando par­tecipare alla guerra contro l'Austria, non avevano, però, bastantes recursos para volver a su pais. 6) In mezzo, tra gli assolutisti, che con pressioni sul
*) V. RomtfGtTEZ, A Italia. Scrìtta e pubblicata all'aprirsi delle ostilità, la Canzone veniva riportata dalla Corona de Aragón del 14 maggio por su cntonación vigorosa, la bril-lantez de BUS imiigenes, la elèvacìón de BUS ideas, y mas que todas sus bellezas, por el objeto que la ba inspiralo.
2) Le risposte dei giornali liberali agli articoli o agli attacchi della stampa assolutista, con­servatrice ecc., bisogna dire che non si facevano aspettare mai troppo ed erano sempre, quando non ironiche, piuttosto dure. Infatti, in risposta all'articolo della Esperanza, La Corona de Ara­gón scriveva: Nunca ohnos los nombres de Loónìdas, Melqulades, Quinto Curcio, El Cid, Juana de Arco, Daoiz y Velarde sino con entusiasmo, s Porquc han de sor crimibales los que defienden la libertad de Italia? ; O en vucstros principio de dcrecho creeis que las nacioncs son del pri* mer ocupante? [Oh! vnestras ideas no clan horror porque son domasi a do pcquenas: don ascoi.
3) All'articolo della Regeneracién, il 13 maggio La Corona de Aragón rispondeva scri­vendo: Pedir eso es hacer de Dios un complice de tìranos.
4) Alle lamentele della Regeneracién rispondeva il 20 maggio il progressista Novedades dicendosi veramente sorpreso che il re di Napoli avesse abbandonato, in simile frangente, a su aliado y proteotor el emperador de la misión celestini.
5) La Corona de Aragón* 4 maggio 1859. Scritto dal Joarizti, che aveva sostituito il La-cunza, partito per l'Italia per estudiar de cerca la sitnación de aquel pais, presenciar los acontecimiento . y poder dar noticia exactas ai lettori del giornale, l'articolo, dopo aver parlato della nobiltà della causa italiana, concludeva: Levantese en buen bora una bandera; reclfitcnsc voluntarios entrr nuestros coneiudadanos, que no faltaran; àrmense por cuenta del gobierno piamontés y seguros estamos de que los voluntarios que salgan de nuestra patria han de dejar bien pnesto el npmbre espafiol y demostraran al mundo que los hijos de aste suelo nada han desmerecldo de sus pasados en generosidad y bizarria.
S) Iberia, 9 maggio 1859. Alla proposta delV Iberia aderiva immediatamente il roman­ziere e drammaturgo Patrick de la Escosura, che, il giorno dopo, indirizzava al direttore del giornale, don Pcdro Calvo Ascnsìo, la seguente lettera: ... La indopendencio de Italia signi­fica para mi la independencia del Occidente; pero ami cuando tan trascendente] no fuese, los hijos de aquellos que en Madrid {usilados, en Bailen vendendo y en Zaragoza imuortalizàn-dose al sucumbìr gloriosamente... no pueden ni deben permanecer indifercntes a la lucha boy en las orillas del Po ya traumi n. Afe uno, pnes, de todo corazón a tan noble pensamtettto; ci lilfoio demi pobreza esté" pronto, corno lo es tu vieni tambiénlo que me qnedn de vida si tiuytè-ramos un gobierno que nos hicieso hoy pari icipcs cn esa lucha que no es la del Piemonte con el Austria, sino de la fiiviussaoldn contro el cstucionaraicnto, la del dcrecho naturai con Leu el abuso del poder material, y el esfuerzo; supremo de la Europa paiia romper enfin tas cadenns con que la Santa Alianzu presumió para siemprc ubnimaria.