Rassegna storica del Risorgimento
ILLUMINISMO ; LIBERTINI ; RADICATI DI PASSERANO ALBERTO
anno
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1954
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pagina
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790
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RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ
DAI LIBERTINI AGLI ILLUMINISTI
Dopo un lungo -viaggio nell'Ottocento, fra storici francesi e populisti russi, Franco Venturi è tornato al suo prediletto Settecento, con una bella monografia sul Radicati di Passerano. *) Dalla grande Francia degli anni dell'Enciclopedia si è spostato verso il modesto Piemonte di quell'alba di secolo, che per l'Italia almeno è ancora zona grigia fra Barocco ed Illuminismo. Ma non Ha smarrito per questo alcuna delle felici qualità, che ne hanno imposto il nome come quello del più valente fra gli storici italiani della giovane generazione: se mai, anzi, le ha accresciute con un'ancor più matura sapienza nell'uso dei ferri del mestiere. Nel suo genere, insomma, questa monografia è un vero gioiello di ricostruzione storica.
Cronologicamente, l'eroe della nuova fatica del Venturi appartiene tutto o quasi al secolo dei lumi, essendo nato a Torino nel 1698 e morto all'Aia nel 1737. Ma non per caso abbiamo parlato di zona grìgia fra Barocco ed Illuminismo, che, nella gioventù di questo patrizio piemontese, c'è ancora più sentor di monaca di Monza e di'Ferrante Pallavicino, se non di processo dei veleni addirittura, che di Imbarco per Citerà o di Giorno pariniano. Sposato a diciassette anni, chissà per quali calcoli di ragion di stato familiare, assaggia subito la prigione per le sue furibonde querele con la moglie e la suocera. Al conflitto fra il temperamento inquieto del giovanissimo manto e quello delle due donne, clericali e devote della più bell'acqua, si uniscono, per inasprirne i litigi reciproci, contrasti d'interessi e accuse vicendevoli l'una più truce dell'altra, per cui il Radicati sospetta che gli abbiano avvelenato il padre, dopo averlo circuito per carpirne la eredità, ed è sospettato a sua volta di avere causato la morte della sposa e delle figlie con la sua condotta snaturata. Benché del tutto infondati, questi sospetti valgono bene a descrivere il clima, in cui maturano l'ansia di evasione e l'angoscioso anelito di pace e d'innocenza del futuro pioniere dell'Illuminismo italiano.
Come per un'evasione, infatti, parte nel 1719, ormai vedovo, alla volta della Francia gaia e turbolenta della Reggenza, donde torna nel 1721, risposato ad una francese, per stabilirsi nei possessi aviti della campagna piemontese. Ma quivi il consortile feudale dei Radicati è alle prese con i contadini di Passerano per certa questioncclla ecclesiastica locale, in cui si sfoga l'urto rabbioso tra i villani, agognanti a levare il capo rispetto ai signori, e la volontà accanita di costoro di conculcare ad ogni costo gli e uomini della terra. E poiché il nostro si schiera dalla parte dei contadini, il soggiorno rurale diventa per lui fonte, anziché di pace, di nuovi litigi col parentado, cui si mescolano i primi sospetti di eterodossia sul suo conto,
1) FRANCO VEÌSTI/IU, Saggi sull'Europa illuminista. I. Alberto Radicati di Passerano; Torino. Einaudi, 1954, in 8, pp. 278. L. 1500.