Rassegna storica del Risorgimento
ILLUMINISMO ; LIBERTINI ; RADICATI DI PASSERANO ALBERTO
anno
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1954
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pagina
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802
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802 Giorgia Spini - Franco Venturi
ad ogni legge* e priva affatto di sfondo escatologico. E, quanto ad identificazione fra età dell'oro o stato di natura e insegnamento de) Cristo, c'è ancora meno bisogno di scomodare i protestanti: basta pensare all'esaltazione della naturale moralità e religiosità dei Cinesi, fatta dalla pubblicistica gesuitica al tempo della querela dei riti cinesi, di cui consta in modo inequivocabile la diretta conoscenza da parte del Radicati, all'esaltazione del buon selvaggio, come anima naturai iter Christiana, anzi come la sola creatura che veramente pratichi le massime del cristianesimo fatta da taluni viaggiatori di cui consta ugualmente la diretta lettura da parte del nostro. Combinando tutto questo con i richiami alla povertà apostolica, pullulanti neiranticurialisruo piemontese, con un pizzico di quietismo ed una buona dose di naturalismo libertino, si arriva benissimo ad ottenere la posizione radicatiana, senza bisogno di passare attraverso l'esperienza storica della Riforma. 0, al massimo, passandovi attraverso soltanto in misura minima, cioè per quel tanto che la concezione radicatiana del cristianesimo come religione dell'umiltà e della nonviolenza può essere indebitata alle ben note polemiche del Bayle.
Non sarà, per caso, che il Venturi sia stato un po' suggestionato da quella polemica del teologo protestante Moshcim contro il Radicati, di cui si parla al termine di questa monografia? Essendo un teologo ed un protestante, il Moshcim doveva logicamente essere indotto a discutere la posizione radicatiana, ragguagliandola al mondo ideologico a lui più. familiare, cioè a quello dei protestanti eterodossi. Ma non è detto che si debba seguire il suo esempio, anziché le indicazioni, a nostro avviso abbastanza eloquenti, che ci vengono dall'esame degli strati geologici della cultura del Radicati. Una volta che da questo esame esca accertata l'esistenza di una qualche cultura classica, di un forte interesse per il problema del buon selvaggio, nonché di dirette letture del Bayle, che bisogno abbiamo più. di andare a cercare l'antinomismo, la Family of /ove, i Runters, od altre arcane sette protestanti, di cui probabilmente il nostro non conosceva nemmanco il nome ?
Ad ogni modo, ci sembra sempre che sia da pensare ad un accostamento graduale del Radicati alla sfera storica della spiritualità protestante, cioè ad un lungo cammino interiore, protraentesi per ampio spazio di tempo, anziché ad una conversione. Nel Radicati del periodo francopiemontese e dei primi anni dell'esilio in Inghilterra, cioè lo ripetiamo ancora del periodo decisivo della sua formazione ideologica, il momento protestante è ancora abbastanza esiguo: qualche lettura, senza troppo gravi conseguenze; qualche contatto con riformati, presumibilmente in Francia; una generica ammirazione per la protestante Inghilterra, terra di libertà. Troncati, quindi definitivamente i rapporti con la corte sabauda e l'Italia, e resisi più stretti quelli con l'ambiente inglese, il Radicati arricchisce la propria cultura di autodidatta di un imponente complesso di letture, rivolte con particolare attenzione alla sinistra protestante, arricchendo altresì il nucleo fondamentale del suo pensiero di apporti provenienti dalla medesima direzione. Ed è indotto, al tempo stesso, ad assimilare al possibile le sue posizioni, con quelle della sinistra deistica e settaria del protestantesimo inglese. Infine tt stavolta ci sentiremmo di andare lievemente oltre al punto stesso cui si è spinto il Venturi r- passa in Olanda e qui s'imbatte in un ordinamento ecclesiastico, che gli sembra più di ogni altro rispondente alle