Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; DIPLOMAZIA ; ROSSELLI NELLO ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1954>   pagina <809>
immagine non disponibile

ETICA E POLITICA NELLA STORIA DIPLOMATICA
A PROPOSITO DI UN'OPERA POSTUMA DI NELLO ROSSELLI
La succosa introduzione del Maturi spiega i pregi e i limiti della grossa opera del Rosselli,*) pubblicata postuma con una ammirevole compiutezza formale (le note furono ricostituite da Paolo Treves) quale cinquantesimo vo­lume dell'oramai classica Biblioteca di cultura storica dell'editore Einaudi. Pregi l'accurata, minuziosa, esemplare ricerca negli arenivi inglesi oltre che in quelli italiani, ossia il miglioramento, sotto la guida del Volpe, del metodo inaugurato dal Silva (allora una delle rare eccezioni nella fiumana dei risor­gimentisti, la cui nota fondamentale, ai tempi del Rosselli, rimaneva il dilet­tantesco provincialismo) nel campo degli studi di storia diplomatica relativi all'età del Risorgimento; la coerente interpretazione prammatica delle vicende e delle personalità, sicché le azioni e le reazioni sempre appaiono in un am­pio e mosso quadro d'interessi; la caratterizzazione delle diverse diplomazie e di alcuni diplomatici; l'immersione della storia dello Stato sabaudo in quella europea: cioè un'obiettività critica integrale, una tal quale fredda imparzialità nell'esame delle posizioni contrastanti, un certo distacco per le- come dire? sovrastrutture ideologiche, sotto certi aspetti già criticate dal Bianchi e, quando il Rosselli s'accingeva al lavoro, dal Lemmi. Pregi che uniti al desiderio di rendere omaggio a una nobile coscienza ne giustificano la pubblicazione, pur essendo passati venf anni dalla sua stesura.
A parte l'andamento un po' annalistice (le tre partizioni interne, con­nesse a tre regni, sono ulteriormente scandite dagli anni), leggermente sco­lastico (all'attività del Rosselli quale allievo della Scuola di storia moderna si deve il volume), i limiti dell'opera si collegano direttamente alle caratte­ristiche, che, da un altro punto di vista, ne formano i pregi: l'oggettività è anche scarsa simpatia per il mondo dei diplomatici e per le corone, per coloro che detengono il potere, per le forze che sostengono la conservazione anziché l'affermazione di un nuovo ethos; la freddezza critica è anche desiderio di evitare una immediata partecipazione a polemiche e ad atteg­giamenti ripugnanti al Rosselli, costretto, nondimento, a una cautela inerente non tanto all'ufficialità dell'incarico quanto a necessità reali o presunte dell'ambiente.
Ma i limiti maggiori ai quali, ovviamente, è del tutto estranea la respon­sabilità del Rosselli, derivano dall'essere stata l'opera redatta vent'anni fa, ed evidentemente interrotta. Non so se si possa affermare con certezza che il libro era unito . .. per quanto si riferisce al testo , dal momento che non contiene pagine introduttive o conclusive, consuete in opere del genere-. che qualche indizio farebbe pensare che sia mancata quella minutissima revi­sione cui uno storico coscienzioso come il Rosselli si sobbarcava normal­mente. Ma, probabilmente, il Rosselli pensava che l'introduzione sarebbe stata stesa da altri a modo di presentazione.
1} NELLO ROSSELLI, Inghilterra e regno di Sardegna dal 1815 al 1847 i Torino, Einaudi, 1954, in 8, pp. XXVHI-949. L. 6000 (Biblioteca di coltura storica, n. 50).