Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; DIPLOMAZIA ; ROSSELLI NELLO ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1954>   pagina <810>
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810 luigi Btdferetti
H Maturi ha notato che le osservazioni del Rosselli sul whiggismo del Palmcrston sono periferiche. Potremmo estendere questa qualifica anche alle osservazioni sulle varie diplomazie e sul fondamento delle fortune sa­baude. Infatti, si trovano nel corpo dell'opera colà dove si parla dei rispettivi argomenti, e non appaiono come fili conduttori di tutta l'opera neppure le considerazioni più generali perifericamente prospettate. Per es., il brano delle pp. 263264, riferito dal Maturi come contenente il succo della tesi ros-selliana di una fortuna del Piemonte che riposa più sulle esigenze europee che non sulla sua diplomazia, appare piuttosto un enunciato riferibile ai Piemonte dopo la crisi del '21 (essa, per l'appunto, suggerisce tale conside­razione al Rosselli) che non una linea direttiva, la quale, oltre ad essere pmt-tosto generica, avrebbe il torto di poter essere applicata a quasi tutti gli Stati in ascesa nell'età contemporanea. Anche altre affermazioni, che sembrereb­bero di carattere generale,*) in realtà si collegano a momenti particolari e non potremmo certo pensare che il Rosselli le considerasse il sugo della propria storia. Forse, così come riesce oggi difficile al lettore ricavarlo, rimase allora alquanto oscuro anche all'autore, che, pur compiuta con grande acribia la ricerca sulle fonti e con limpidezza insuperabile la narrazione particola­reggiata, a meno di considerare il lavoro una semplice, per quanto ampia, esposizione, non la riesaminò con un animus unitario : forse il biografo di Nello potrebbe dirci se per difetto di tempo o per prevalere di altri interessi o per la difficoltà che allora esisteva di uscire dal punto di vista prammatico, tradizionale nelle ricerche di storia diplomatica, come ha osservato il Sal­vatorelli, 2) il quale rimprovera al Rosselli, di indulgere trascinato dal suo prammatismo diplomatico, ... a una giustificazione o addirittura a una esalta­zione della politica piemontese, che da un punto di vista largamente storico non sembra accettabile, o, almeno, non sembra accettabile a lui. Certo non riesce del tutto semplice spiegare come un Nello Rosselli paia condividere tanti motivi, se non giudizi, che il Salvatorelli direbbe propri dell'Anti-Ri­sorgimento: l'insistenza sugli aspetti negativi dei moti del '21 (e La lenta ascensione del Piemonte nel novero degli Stati europei perseguenti una poli­tica estera autonoma si era bruscamente interrotta; quel che è peggio la crisi
'Mi Piemonte può permettersi qualche giro di valzer soltanto allorquando nò Fran­cia né Austria gli diano troppi pensieri sullo scacchiere italiano: ma non appena l'orizzonte sì abbuia, bisogna bene che torni, e senza indugio, all'Inghilterra (p. 366); era fondamentale interesse dell'Inghilterra che Genova potesse costituire per essa [Inghilterra] un sicuro punto d'appoggio, o quanto meno che essa non gravitasse nell'orbita della Francia ... Fra d'al­tronde interesse della, Sardegna, stato sempre più prevalentemente marinaro e commerciante, dì appoggiarsi in caso di crisi, alla potenza più forte per mare e, in particolare, più forte nel Medi terraneo t ferme restando, altresì, le note, tradizionali massime della politica estera sarde, additanti la convenienza e la necessità di seguire, in tempi torbidi, il partito dell'amico lon­tano, anziché quello dell'una o dell'altra delle due potenze vicine (pp.721-722); L'Inghil­terra considerava la Sardegna [alla moda austriaca, borussica e inglese il Rosselli adopera tale vocabolo nel Benso di stato sardo; ma non ò da imitare causa l'ambiguità che ne nasce], sia in qnonto padrona di Genova, sia in quanto stato-cuscinetto fra l'Austria e hi Francia, sia in quanto stazione di smistamento per i suoi prodotti a destinazione dell'Europa centro-meridio­nale, come una essenziale pedina nel suo giuoco mediterraneo. Temporanei annebbiamenti, malintesi, tensioni potevano verificarsi ira Londra e Tonno; un distacco definitivo, non mai fe 736).
-*J Carlo Alberto e Palmeruon, in La Nuova Slampa, 4 maggio 1954.