Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; SIDOLI BELLERIO GIUDITTA
anno
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1954
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822
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822
Pietro Pcdrotti
a Marsiglia, probabilmente per vedere ed informarsi del bambino avuto dal Mazzini, affidato in custodia dai due genitori raminghi al comune amico Di" mostene Ollivier, padre dello statista Emilio, il noto ministro di Napoleone IH, bambino il quale doveva morire come risultò dalle diligenti ricerche di Alessandro Galante Garrone a poco meno di tre anni nel febbraio '35.*)
Motivo determinante del viaggio della Sidoli in Italia, effettuato sotto le mentite spoglie di Paola Gerard, nata Bovis, di Marsiglia, era quello di riabbracciare i figli, ma anche, probabilmente, di disimpegnare qualche incombenza politica. Un accenno a lei si trova già in alcune lettere degli ultimi mesi del '33 del Mazzini alla madre ed al Melegari, che tradiscono la sua preoccupazione per la partenza della donna amata da Marsiglia per la Toscana.2)
Anche qualora la Sidoli non avesse avuto da lui una vera e propria missione segreta presso gli amici ed affiliati toscani alla Giovine Italia, e che quindi lo scopo di quel viaggio fosse stato dettato unicamente dalla sollecitudine materna, la sua presenza a Firenze destò i sospetti del Buon Governo e dovette subirne quindi le molestie. Essa vi era giunta ai primi di ottobre del '33: meglio degli altri ammiratori come ricorda Emilio Del Cerro nel suo libro, col quale ha illustrato con una ricca documentazione il soggiorno della Sidoli nella capitale toscana 3' seppero definire il fascino di quella donna singolare, i funzionari della polizia, descrivendola giovane piccante, di nobile figura, di grata fisionomia, emissaria pericolosissima. Con questi connotati personali, non è da meravigliarsi che il Buon Governo diffidasse di lei e cercasse di espellerla: la Sidoli ricevette così l'ordine di sfratto, che per le sue suppliche non venne mantenuto. Ottenne, infatti, di rimanere a Firenze, però sotto uà più rigoroso controllo della polizia, che ha sempre, sperato di scoprire mediante la sua persona le trame mazziniane in Toscana. Malgrado quella intensificata sorveglianza, la Sidoli, ha potuto egualmente ricevere nel suo piccolo appartamento alcune persone politicamente sospette, fra cui Giacomo Modena, padre di Gustavo, il giovane conte Fontane-ili, figlio del noto generale napoleonico, il profugo ligure Riccardo Riccardi, il Tommaseo, il marchese Cosimo Ridolfi, G. P. Vieusseux e Gino Capponi, l'esponente più ragguardevole dei liberali fiorentini. Stanca, però, di quella larvata prigionia e addolorata per l'insuccesso della spedizione di Savoia, la Sidoli tentò di recarsi con falso passaporto a Lucca, ma il 16 settembre venne arrestata al confine toscano e ricondotta a Firenze.4)
Continuavano intanto le lettere di Mazzini a lei da varie località della Svizzera, parecchie assai lunghe e spesso senza legame e coordina mento, che servono, tuttavia, ad illustrare la figura dell'apostolo in quella sua tetra, immensa solitudine, angustiato per le dure esperienze politico militari e per l'amica lontana.
1) A. GALANTE GARRONE, Il figlia di Mazzini, in II Pania, n.So'6 del 1951. Cfr. L. SALVATORELLI, Il figlia di Mazzini, In II Massaggerò, 29 marzo 1952. Ma già prima C. ARRIGONI, Un personaggio misterioso tra Giuseppe Mazzini e Giuditta Sidoli tifato da un medicai in Minerva Medica* a. XLI (1950), voi. Il, n. 57.
2) E. DEL CERRO, Un amore di Giuseppe Mastini, in Natura ed Arte, Milano, 15 agosto settembre 1895. Dello stesso, Misteri di polizia Storia italiana degli ultimi tempi, ricavata dallo carie di un archivio segreto di Stato, Firenze, Balani, 1890.
3) Misteri di polizia, ecc., di., p. 30.
*) Misteri di palma, ecc., cit., p. 31 e sg.