Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ; SIDOLI BELLERIO GIUDITTA
anno <1954>   pagina <823>
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Dm lettere inedite di Giuseppe Mazzini a Giuditta Sidoli 823
Le lettere ohe la Sidoli spediva e quelle che riceveva venivano control­late dal gabinetto nero, soprattutto quelle di Mazzini, la bestia nera di tutti i governi d'Europa: esse, cosi, ancor prima di giungere a destinazione, passavano sotto gli occhi della polizia, che ne prendeva copia e il poli­ziotto non sapeva bene il francese , poi le risuggellava con arte tanto fine, che né la Sidoli né il Mazzini, ricevendole, per lungo tempo si accorsero delle manomissioni effettuate. Mentre spesso gli originali andarono perduti o vennero soppressi, solo quelle copie ci tramandano così un tesoro di affetti ed una fiamma di amore, attraverso il linguaggio della passione. *)
Siamo all'indomani della malaugurata spedizione di Savoia e l'animo dell'agitatore ribocca di angoscia e si rifugia nella pietà dell'amica, apren­dosi a lei con un sentimento di adorazione e di preoccupazione insieme. In genere le copie effettuate dalla polizia, erano solo parzialmente riprodotte o riassunte, limitandosi alla trascrizione di quei frammenti epistolari che ave­vano una certa relazione con la politica.
L'Austria, che nelle sue province italiane doveva tener dietro a tante congiure e a tante sette, aveva pure un gabinetto nero: esso, però, era meno efficiente di quello fiorentino e così più di una volta dovette ricorrere a quello toscano e poi per essere la SidoU passata a Napoli e indi a Roma alle rispettive polizie di quegli Stati, per seguire il carteggio degli affiliati alla Giovine Italia, disseminati nelle varie parti della nazione. Sono le copie di queste lettere, intercettate dalle polizie di Firenze, di Napoli e di Roma, spe­dite poi a Milano e talora direttamente a Vienna, che rendono possibile rin­tracciarne ancora alcune del Mazzini, non comprese nei volumi dell'Episto­lario e dell'Appendice; parecchie, conservate nell'Archivio di Stato di Napoli, del '34, vennero già pubblicate da G-. Paladino in II Risorgimento Italiano del 1921, e in maggior numero e tutte del '35, da padre Dario Rinieri nel suo studio Carteggio di Giuditta Sidoli con Giuseppe Mazzini, apparso in varie puntate della stessa rivista del 1915, da lui trovate nell'Archivio segreto vaticano. Da queste lettere si comprende il triste momento psicologico del grande esule, che, tradito nelle sue speranze politiche, vedeva svanire per la prima volta l'ideato edificio, rifugiandosi per un po' di conforto in quel cuore di donna, che ebbe per lui sempre comprensione e compianto.
Fra questo carteggio, riportato ora nei due primi volumi dell'Appendice, non -sono comprese le due lettere che qui si pubblicano, conservate nell'Ar­chivio di Stato di Vienna: la prima, che si trova nella filza Staatskanzlei, n. 132Toskana, carteggio 55, in francese, come, del resto, tutte le lettere del Mazzini alla Sidoli in quegli anni, è assai breve, o almeno tale risulta dalla copia conservata in quell'Archivio. Essa, scritta a Ginevra, porta la data 18 luglio '34, anno nel quale il carteggio già noto fra i due non è troppo co­pioso, forse per il fatto che le lettere di quei mesi vennero distrutte, andarono smarrite o, per le vicende politiche, subirono una sosta.
Anche il carteggio contenuto nell'Epistolario più sopra ricordato, inco-mincia Bolo col settembre, mese in cui la Sidoli, dopo quasi un anno passato a Firenze, otteneva il passaporto per Napoli. La lettera del 18 luglio è in copia e, data la abituale lunghezza delle sue già note di quell'epoca all'amica
1) Misteri di potimeli ecc., cit,, p. 33.