Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; SIDOLI BELLERIO GIUDITTA
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1954
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Pietro Pedrotti
contrasto con la ragione. La Sidoli, infatti, aveva compreso clic, unendosi libera e giovane come era, col Mazzini, avrebbe dovuto partecipare alla sua vita errabonda, trascurando così di assolvere il suo dovere materno, sfidando come abbiamo veduto il destino. È questo il dramma che la domina e l'accompagna negli anni della sua maturità, sino alla soglia della vecchiaia. Alle vampate della passione giovanile, che avevano avvinto la Sidoli e il capo della Giovine Italia, era cosi subentrata la calda affettuosa amicizia, germogliata dai nobili amori tramontali: gli affetti della patria e della famiglia, avevano invece resistito anche alla prova del tempo. La Sidoli aveva, infatti, deciso di staccarsi da lui, forse pensando di essere un impaccio per Mazzini stesso, forse per lo spasimo dei quattro figli rimasti in Italia che la afferrava, forse anche per qualche oscuro dissidio che con gli anni era andato acuendosi: non si saprà mai. Ebbe, però, il conforto di vivere coi figli usciti di minore età: pur nella dolcezza della vita domestica, non fu mai dimentica delle sorti della patria. Rivide nei bagliori del 48 Mazzini, che la visitò a Parma nella casa del genero Casali. La sera del capo d'anno del '52, la Sidoli subì una perquisizione e poi venne dichiarata in arresto e trattenuta in carcere per più di un mese: avendo, però, fatta valere la sua cittadinanza svizzera, fu tradotta a Milano e successivamente al confine svizzero. La Sidoli poi si stabilì a Torino, dove condusse vita tranquilla, ricevendo spesso vecchi e provati amici, mantenendosi sempre fedele all'idea repubblicana. Nei '59 corse in Lombardia a curare nelle ambulanze i feriti e, dopo l'annessione degli Stati dell'Italia centrale, volle rivedere Reggio. Fino all'ultimo, per quanto con lunghi intervalli, ebbe corrispondenza col Mazzini e nel suo letto di dolore prima di morire, ebbe il grande conforto di ricevere un'ultima lettera sua.
PIETRO PEDROTTI