Rassegna storica del Risorgimento

ALTO ADIGE ; BIBLIOGRAFIA ; ISTRUZIONE PUBBLICA ; TRENTINO
anno <1954>   pagina <833>
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Libri di lettura per le scuole del Trentino e deWAlto Adige 833
Circostanza che spiega il diverso comportamento delle compagnie insur­rezionali, sorte in quel periodo al di qua e al di là del confine linguistico: numerose ed animate da una- fede nella causa che difendevano quelle tiro­lesi, insignificanti quelle del Trentino, tenute-insieme da speranza di bottino. Mettere quindi il Dalponte aceanto alla limpida figura delTHofbr è falsifi­care la storia. L'Hofer stesso, a un dato punto, dovette sconfessare e il Pai-ponte e le ruberie dei gregari trentini: gli stessi storici tedeschi quali l'Hirn e il Voltolini ne fanno fede.1)
Scriviamo tutto ciò con Tamaro in bocca. Non è questa la sede per fare il processo alla situazione di fatto, al connubio tra il Trentino e l'Alto Adige, ma vogliamo mettere in guardia contro i tentativi di farlo scivolare dal piano amministrativo e politico su quello moraleculturale. Tra i negativi riflessi (che non escludono quelli che possono essere anche positivi) della istituzione regionale, questo non è il meno grave: il tentativo di creare una coscienza regionale è in contrasto con gli stessi programmi ministeriali, pei quali si richiede che sulla coscienza nazionale si innesti la coscienza dell'unità di tutti gli uomini , prescrivendo che, per la storia del Risorgimento, venga offerta una narrazione più continuativa e più determinata, di cui i grandi anima­tori dell'unità nazionale costituiranno il nucleo essenziale (in a Avvertenze).
Se nelle scuole elementari italiane dell'Alto Adige il maestro vorrà a viva voce illustrare, all'occasione, chi è stato il Walter von der Yogelweide, o l'An­drea Hofer, di cui gli alunni alto atesini vedono nelle piazze i busti o i mo­numenti, non saremo noi ad opporci: si tratta di nozioni aggiuntive che pos­sono essere ritenute anche giustificate. Ma è ridicolo che, nelle scuole del Trentino, gli scolaretti si sforzino a pronunciare quei nomi difficili, di cui il maestro stesso non ha mai letto un rigo o non sa neppure chi siano, all'ec­cezione dei due qui sopra citati.
La cultura e l'istruzione in Italia, fino a prova contraria, sono e hanno da essere italiane: citino, se mai, gli insegnanti delle elementari, un Goethe, uno Schiller: può darsi che, nel resto della vita, anche chi ha potuto assol­vere solo la "V elementare li senta nominare ancora, ma lascino stare gli Schraffl, gli Sclinatterpck, che rischiano di essere abbassati all'umile parte di scioglilingua.2)
L'autorevole Insegnante di Corriere Tridentino si chiedeva: Hanno creduto, forse, questi autori di attenuare cosi la figura storica del Trentino e
l) H Dalponte fa qualificato in tino scritto dell'Hofer come un ribaldo , der Lumpe , che aveva derubato abbastanza i ÌVelschen , cioè gli Italiani. Egli stesso Io fece tradurre in carcere! Al ritorno dei Francesi il D. fece atto di sottomissione I Vedi: J. HIRN, Tirols Erh'iburig im Jare 1809, Innsbruck, Sehwick, 1909 p. 670.
2) Durante l'occupazione nazista della Regione, VAlpmvorland, comandata da un Com­missario Supremo nazista, fu proibita un'antologia per le scuole medie di Trento, perchè contenente brani scelti di scrittori tedeschi in proporzione minore degli scrittori italiani, non solo, ma dei francesi e inglesi. Lo rileviamo da una pubblicazione apparsa nel Bollettino dal Musco Trentino del Risorgimento, n. 3: Documenti deW occupazione tedesca, di B. B. Probabil­mente tale motivo di sequestro oggi, ahimè 1, non sussisterebbe...
Foco dopo l'uscita di Salire, il Museo Trentino del Risorgimento, di cui è Presidente il Sindaco di Trento, fece distribuire, favorito dall'appoggio del Provveditore agli studi, un li­bretto idi letture sul Risorgimento e sull'urodelit iamo gratuitamente a tutte le scuole: Testi-manianxe trentine, 1750-1918, a cura di Bice Rizzi, Tronto 1953, allo, cui stampa concorse un contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.