Rassegna storica del Risorgimento
VIDAL C?SAR
anno
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1954
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pagina
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856
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856 Libri è periodici
agricole del lutto depresse, ebbe maggior incremento là cultura, ai usò nel maneggio degli affari maggiore semplicità e speditezza. E cospicua segnatamente fu la sua influenza sulla formazione, nell'Istria, dello spirilo democratico, liberale, antìconservatore. Alcune manchevolezze gli furono imputate, specie da nemici implacabili, e forse non sempre a torto: nna certa tendenza al dispotismo egli ebbe forse e un'intransigenza spesso troppo assolata.; ma è da studiare ancora se non agì talvolta contrariamente alla sua indole a fin di bene. Comunque, infinitamente supcriore alle presunte cattive qualità furono i meriti*: .sicché il suo nome è ben degno di essere rimesso in onore.
Quanto al Rossetti, la cui opera di riformatore e ricostruttore municipale e politico non è sempre, neppur oggi, giustamente valutata, mi piace soprattutto raffermazione del Quarantotti, che egli fu realmente e per più rispetti un grande cittadino, la cui varia e costante operosità fu tutta permeata di spiriti e forme schiettamente italiane. E strenuo difensore dell'autonomismo triestino, come libero sviluppo della corrente autopolitica e particolaristica, egli si dimostrò proprio, per l'appunto, nell'embrione del progetto del nuovo statuto cittadino) che non garbò invece al Kandlcr per il limitato calcolo che faceva del ceto mercantile e lo ritenne perciò senz'altro anacronistico, non considerando (e su ciò avrei desiderato che fosse stato più esplicito il Quarantotti) che il Rossetti non voleva i borghesi e i mercanti alla direzione del comune non perchè egli fosse un aristocratico pìen di fumo e di sussiego, ma perchè essi erano allora un'accozzaglia eterogenea e straniera, senza lumi e senza fede civile; non capace, e non degna, a suo avviso, di amministrare un municipio che aveva una secolare tradizione d'intemerato patriottismo. La lotta per U ripristino del Consiglio dei Patrizi (come ben si espresse il Marini in un ottimo studio comparso nel 193? nella rivista triestina Porta orientale) fu un mezzo, non il fine: al Rossetti poco importavano l'aristocrazia, la nobiltà, il patriziato; importava difendere ad oltranza l'autonomia e l'anticentralismo. E in ciò, io penso, sta la sua gloria, che non deve essere offuscata da riserve, da sconfessioni, da biasimi partigiani. MARINO CIRAVECNA
JKI.ES J. DUMONTET, Un volontario francese alla prima guerra d'indipendenza 1848-1849. Il tenente di artiglieria Jules h Dumontel; Milano, Brugora, 1953, in 8, pp. 83, tav. 29. S. p.
Con infinito amore, quasi testamento spirituale ai nipoti, l'A. ha curato questo volume che esce in edizione fuori commercio e in bellissima veste tipografica. Egli ha voluto rievocare il nonno perchè i suoi discendenti italiani non abbiano a domandarsi come, e per quali precedenti, essi Italiani portano un nome straniero . Maggior titolo a considerarsi italiani non potrebbero avere i Dumontet, perchè quel titolo è nato il 19 aprile 1848 quando Jules si incamminava, come segretario, alla volta della Lombardia colla colonna di Pietro Stagnelli. Sergente furiere nella 7" compagnia del Battaglione degli Studi, al suo scioglimento accorse a Venezia. Ma del suo periodo lombardo è notevole documento una lettera di Romolo Griffi ni (e non Giussani), il battagliero redattore della Voce del popolo* scritta il 23 giugno, perchè è indice chiaro dello stato d'animo insofferente dei mazziniani e spiega una volta di più la torbida atmosfera di quei giorni. Ma il Dumontet lascia dietro di sé lotte e intrighi politici e, nell'artiglieria da campo, rèsta ferito nella sortita di Mestre: interessante il commento che farà al racconto di Francesco Carnuto sulla morte, avvenuta accanto a lui, di Demhrowski. Citazioni all'ordine: del giorno o la promozione, il 21 marzo 1849, a aiutante sottufficiale, premiano il valore del volontario francese che ora è alla difesa del fortino Rizzerai, mentre un altro avanzamento, a secondo tenente, il 26 maggio, coincide coU'evacuazione di Marcherà, dalia quale si allontanerà per ultimo; Dumontet è