Rassegna storica del Risorgimento
VIDAL C?SAR
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1954
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862
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862 Libri, e periodici
toscano, emiliane, ecc. L'indirizzo democratico assume un maggior rilievo, con richieste nettamente politiche (suffragio universale, ecc.) e con discussioni sui problemi di organizzazione operaia (sullo sciopero, sul proletariato industriale, ecc.). May in sostanza, il Congresso di Milano aveva soltanto sfiorato alcuni fra i più gravi e complessi argomenti del mondo del lavoro: i piemontesi vi erano venuti a contatto con una realtà sociale più moderna e quindi più ricca di con traddizioni e di fermenti, e se le loro concezioni erano ancora prevalse, si era però chiaramente profilato il pericolo che esse non potessero ambire a dominare tutto il movimento operaio italiano (p. 47).
Il decennio 1861-71, caratterizzato dall'approvazione del Patto di fratellanza e dal predominio dei mazziniani nei congressi delle società operaie, vede nascere anche VAlleanza della democrazia socialista del Bakunin (off. sul Bakunin ed il movimento operaio italiano le recenti indagini del ROMANO, Storia del movimento socialista in Italia, Milano. 1954). Tale Alleanza in una situazione di particolare interesse e per la presa di Roma e per la Comune di Parigi, sembra battere in breccia l'influenza di Mazzini sulla classe operaia, anche se, proprio al 12" congresso di Roma, gli internazionalisti si ritirano lasciando il campo libero ai mazziniani: l'isolamento dei mazziniani, data l'astensione preventiva dei moderati e dato l'abbandono degli internazionalisti, era completo (cfr. poi il congresso dei moderati dell'aprile 1872).
Si andava intanto diffondendo in alcune regioni italiane l'Internazionale, ad opera soprattutto del russo Bakunin, che lottava contro Marx all'interno dell'Internazionale stessa per soppiantare il Consiglio generale di Londra. Tra il 1871 e il 1873 in congressi, conferenze, ecc. si consolidano da un lato le sezioni del-. l'Associazione internazionale dei lavoratori e si precisano (pur nella confusione delle idee) le aspirazioni della classe operaia e si perfeziona insieme il distacco degli internazionalisti italiani al Congresso generale di Londra (cfr., a tale proposito, la nota lettera di F. Engels, in data 23 agosto 1872, riportata e commentata da Ateo [Terzaghi? in una corrispondenza da Torino del 30 agosto, pubblicata nel giornale La Favilla], a. VH, n. 184, Mantova, 3 settembre 1872).
Indipendentemente dalla consistenza dell'Internazionale in Italia per il periodo sopra ricordato e all'inizio del 1874 (cfr. Franco della Pcruta, La consistenza numerica dell'Internazionale in Italia nel 1874, in Movimento operaio, a. H, n. 3-4, Milano, dicembre-gennaio 1949-50, pp. 104-106), interessa mettere in rilievo il progressivo, anche se incerto, inserirsi del movimento operaio italiano in quello europeo ed il suo svincolarsi dalla tutela mazziniana.
Si ha, d'altro canto, in questo periodo anche un rigoglio di associazioni operaie repubblicane che si esprime. nei congrèssi di Roma (1874) e di Genova (1876). Il convegno di Villa Ruffi, gli scioperi e le agitazioni sospingevano contemporaneamente il governo ad una politica di repressione.
Dopo l'euforia del '76 l'anarchismo iniziava la sua parabola discendente, mentre venivano messe in lucè anche in Italia esplicite istanze alla costituzione di un partito socialista, sulla linea del socialismo internazionale. In tal senso sono da ricordare: l'appello del Circolo socialista di Milano per una federazione di Circoli socialisti (1877-78), la lettera del Costa Ai miei amici di Romagna (27 luglio 1979) e la tentata oxivocaziione a Milano di rat congresso generale.
Il terzo congresso della Federazione Alla Italia dell'Internazionale (Chiasso, 1880), nonostante la sconfitta degli evoluzionisti, segnava la scomparsa degli anarchici (per lo più in esilio) e dell'Internazionale; il gruppo milanese mutava il nome dellintornazionalc in quello di Federazione Socialista dell'Alta Italia. Nella-situazione determinatasi in quegli anni acquistano perciò particolare significato il congresso del Partito Socialista rivoluzionario di Romagna e la fondazione AvW'Avanti! (1881),. col ripudio dell'anarchismo da parte del Costa.